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Ospedale di Tivoli: l’allarme dell’Intersindacale per i reparti ancora chiusi

a cura della redazione

”Mentre i pazienti aspettano, non potete restare a guardare! Non è il titolo di una nuova serie televisiva ispirata da un evento catastrofico, ma è ciò che sta realmente accadendo dal giorno dell’incendio che ha causato la chiusura del presidio ospedaliero di Tivoli. Dopo quasi un mese dall’evacuazione dei pazienti, i reparti di degenza restano chiusi. La cosa peggiore che salta agli occhi è la totale indifferenza sulla lentezza dei provvedimenti che potrebbero e dovrebbero consentire la ripresa delle attività”. 

A Palestrina - scopri di più

La denuncia arriva dall’Intersindacale Anaao Assomed Lazio, Aaroi Emac Lazio, Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Federazione Cimo Fesmed (Anpo-Ascoti, Cimo, Cimop, Fesmed), Cisl Fp Roma Capitale Rieti, Fassid (Aip AC-Simet-Snr-Sinafo-Aupi), Fvm-Federazione Veterinari e Medici e Uil Fpl Medici e Veterinari.

“È evidente- continua il comunicato- che i tempi della magistratura, che deve dare risposte certe sulle cause e le responsabilità che hanno portato al rogo, non possono essere gli stessi della soluzione politica dell’emergenza sanitaria che si è determinata. In un momento così delicato per l’intera popolazione che non ha più un Dipartimento di Emergenza e Accettazione e vede il primo Pronto Soccorso degno di questo nome ubicato a Palestrina, le iniziative più appropriate spettano alle istituzioni che devono farsi carico del problema con risposte tempestive e all’altezza di una situazione così complessa e delicata. Comune di Tivoli e Regione Lazio hanno il dovere morale e istituzionale di adottare nei tempi più rapidi possibili, tutti i provvedimenti amministrativi e logistici che mettano nelle condizioni la Asl Roma 5 di poter restituire i servizi essenziali di assistenza sanitaria alla cittadinanza. Tuttavia è altrettanto evidente che un territorio con circa 600.000 abitanti non può e non deve essere lasciato senza la possibilità di accesso alle cure primarie oltre il tempo strettamente necessario, nell’indifferenza di chi ha la possibilità e la responsabilità di adottare provvedimenti idonei per le soluzioni del caso”.

A Gallicano nel Lazio

Il riferimento in particolare è alla gestione della Rete delle patologie tempo-dipendenti: l’ictus, l’infarto miocardico acuto e la patologia vascolare acuta.

“Si tratta- spiega ancora l’Intersindacale medica nella nota- di problematiche che richiedono interventi immediati a tutela dei pazienti che in questo momento non possono essere presi in carico presso il Dea di I livello dell’ospedale di Tivoli. Tale condizione sta generando una pressione spropositata e difficilmente gestibile sugli altri ospedali della Regione Lazio, costretti a ridurre drasticamente fino alla chiusura delle attività di elezione, soprattutto quelle chirurgiche, con tempi di attesa per i ricoveri inaccettabile e, pertanto, con ripercussioni gravissime sulla salute dei cittadini”.

“Le esigenze di salvaguardia della salute pubblica della popolazione della Asl Roma 5 non possono essere lasciate al loro destino, ma necessitano di soluzioni organizzative urgenti e improrogabili che, per un territorio da Tivoli fino a Subiaco, mancano da un mese a questa parte. Unici provvedimenti avviati per far fronte alla crisi sanitaria della Asl Roma 5- sottolineano- sono stati l’apertura di un Punto di Primo Soccorso nella Palestra scolastica adiacente all’ospedale di Tivoli (totalmente insufficiente ed inadeguato alle necessità della popolazione) e la ridistribuzione dei servizi e del personale sui restanti presidi ospedalieri dell’azienda (non dotati delle prerogative di Dea di I livello) e sulle aziende limitrofe, ma nessuna soluzione alternativa è stata adottata per la gestione delle patologie urgenti, se non i trasferimenti verso gli altri ospedali della regione mediante la rete dell’emergenza del 118”. Le sigle sindacali del Comparto e della Dirigenza Medica dichiarano la propria disponibilità a partecipare ad un tavolo di confronto nel quale discutere soluzioni condivise alle quali segua un intervento sinergico delle istituzioni, Comune di Tivoli e Regione Lazio, finalizzato all’adozione di provvedimenti urgenti per la riorganizzazione della Rete e della gestione delle patologie tempo-dipendenti nel territorio della Asl Roma 5 e per la rapida riapertura del Dea di Tivoli.

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