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Ospedali, sospese le attività ambulatoriali a Palestrina e Colleferro


Il provvedimento riguarda anche gli altri ospedali dell’Asl Roma 5 e fa riferimento solo ad alcune prestazioni.

È uno dei provvedimenti che rientra nell’ambito dell’emergenza Coronavirus. La direzione sanitaria, al fine di assicurare il contenimento del virus, ha sospeso a partire da oggi fino al 15 marzo tutte le attività ambulatoriali all’interno degli ospedali di Palestrina e Colleferro. “Vanno fatte salve le prestazioni ambulatori recanti motivazioni di urgenza (classe di priorità U) nonché quelle di dialisi, quelle oncologiche-chemioterapiche e i controlli ortopedici e chirurgici”.

La comunicazione è stata inviata già ieri a tutti i presidi ospedalieri dell’Asl Roma 5 da Tivoli a Subiaco.

La Cisl Fp di Roma Capitale – Rieti ieri intanto è tornata a sollecitare la direzione generale dell’Asl Roma 5 sulla “mancata distribuzione dei dispositivi di protezione individuale” per l’emergenza Coronavirus. Questo l’oggetto di una lettera inviata il 5 marzo agli organi dirigenti. Nel pomeriggio, come aveva annunciato Monti Prenestini, è arrivato il primo container che servirà a fare da filtro per i casi sospetti di Coronavirus. Ma qualcosa ancora non quadra.

“Ci risulta – si legge nella missiva firmata da Dimitri Cecchinelli – avvenuto un consistente approvigionamento di DPI attualmente in stoccaggio presso i locali della stessa Asl. Ai reparti di degenza di oculistica, urologia, pediatria, nefrologia, sala operatoria, medicina e rianimazione risultano assegnati come DPI le sole mascherine chirurgiche mentre a detti reparti e servizi non vengono assegnate le mascherine FFP2, FFP3 occhiali e kit di isolamento. Tale modalità di distribuzione dei DPI desta all’organizzazione sindacale qualche perplessità – si legge ancora nella lettera. Si segnala che sebbene la disposizione si riferisce alla situazione di emergenza COVID-19, essa di fatto impedisce l’approvvigionamento di DPI di cui gli indicati reparti possono aver bisogno per la gestione dell’assistenza di pazienti con altre e non meno importanti condizioni di interesse infettivologico, esponendo il personale a un rilevante rischio biologico. La condizione di emergenza dettata dal Covid-19 – aggiunge il sindacato – necessita di risposte adeguate che non possono comunque incidere in maniera negativa sull’assistenza ai degenti affetti da altre tipologie infettive ed esporre il personale a rischi biologici”.

I dispositivi medici sono arrivati già nella serata di ieri e si sta provvedendo alla distribuzione.

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