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Ottantasei anni e il gelato lo prepara ancora lui. Da Gallicano la storia di Stefano

Ha 86 anni e il gelato nel suo bar gelateria di Gallicano lo fa lui, da solo. Il mestiere l’ha imparato da ragazzino, facendo da apprendista presso un maestro gelataio di Roma. Nella Capitale c’era arrivato da bambino insieme alla sua famiglia: una valigia di cartone con dentro tanti sogni. Inizia così l’avventura di Stefano Carollo, originario di Partinico, provincia di Palermo. Sono gli anni del boom economico, della televisione in casa, del frigorifero, della Vespa e della Fiat 600, del “volere è potere”, e di quel benessere a portata di mano. Bastava rimboccarsi le maniche, imparare un mestiere e realizzare il proprio futuro. La sua gavetta presso una gelateria di Roma inizia subito, intorno ai 15 anni. È qui che impara come si fa il gelato, come si dosano gli ingredienti, e ruba con gli occhi quegli accorgimenti necessari a renderlo ancor più buono e cremoso.

Passano gli anni e Stefano conosce Annunziata. Con lei lascia la Capitale per trasferirsi a Gallicano dove nel 1970 apre il suo “Bar Gelateria La Giara”. La diffidenza iniziale degli abitanti per quel forestiero venuto da lontano, si scioglie presto come il gelato che produce e che imparano ad apprezzare giorno dopo giorno. In breve tempo “La Giara”, tra i primi bar ad aprire in paese, diventa un punto di riferimento per i Gallicanesi che ancora oggi, generazione dopo generazione, fanno tappa fissa.

Oggi con Stefano lavorano la figlia Gianna, il genero Cosimo e i nipoti Carmine e Giorgia. A tutti loro ha trasmesso la passione per questo mestiere, i passaggi che lo rendono così speciale e i segreti per farlo buono alla vecchia maniera come fa lui, ma guai a prendere il suo posto nel laboratorio dietro al bar: a 86 anni lo prepara ancora da solo senza aiuto. Il latte è quello buono, di alta qualità, e la frutta di stagione la sceglie direttamente lui preferendo quella a km zero dei produttori locali. Quarantaquattro gusti, dai più classici agli originali, ma il pezzo forte sono sicuramente quelli che profumano della sua Sicilia. I pistacchi se li fa mandare da Bronte, e la cioccolata da Modica perchè come dice Stefano “la territorialità di certi sapori va rispettata e venerata”.

Ma il suo gelato profuma non solo di buono, ma anche di amore, di sacrifici, di una ricerca maniacale della materia prima, del riscatto di un ragazzino partito dalla Sicilia per realizzare il suo sogno: diventare uno dei migliori gelatieri della provincia di Roma, e se dopo 50 anni c’è ancora chi fa la fila per un suo gelato possiamo affermare che c’è proprio riuscito!