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L’ora più buia, Palestrina ricorda il bombardamento del ’44 con una passeggiata nella storia

Una passeggiata nella storia e nella memoria di Palestrina per ricordare l’ora più buia, quel terribile bombardamento del primo giugno del 1944 che segnò per sempre il volto della città. Brain Community propone una visita lenta nel cuore della città prenestina.

Ricorderemo cosa ha rappresentato la guerra per Palestrina e sottolineeremo che la “guerra non è la soluzione”. Non lo è mai, da sempre in nessuna parte del mondo – si legge in una nota di Brain Community. Ricordare non solo per non rivivere periodi bui, ma soprattutto per essere partecipi di un reale impegno per la vita e la pace”.

A Palestrina

La storia dei bombardamenti di Palestrina raccontata nelle strade.

Perché la guerra non era la soluzione

Perché la guerra è distruzione

Perché il conflitto dei potenti lo pagano le genti

PROGRAMMA:

ore 17:30

Partenza da piazza Santa Maria degli Angeli

Percorso guidato fino alla Cappelletta degli Scacciati

ore 19:00

Accoglienza musicale da parte dei Ragazzi del fontanile degli Scacciati.

Spettacolo di luci, immagini e suoni, (sulla musica di Carlo Marzari) presso il fontanile.

Per la sua importanza strategica elevata, Palestrina già dal novembre 1943 comincia a subire i primi bombardamenti alleati. Se all’inizio i raid aerei anglo-americani erano diretti a convogli o a centri strategici in periferia, con l’inizio dell’operazione Shingle (lo sbarco di Anzio-Nettuno) il 22 gennaio 1944 anche l’abitato subisce intensi bombardamenti che iniziano a fare numerosi morti tra i civili.

Nel periodo che va dal gennaio 1944 al giugno dello stesso anno la ciità continua ad essere bersaglio delle bombe alleate. Ed è poco dopo l’avvio dell’operazione Strangle, (operazione alleata che si pose come obiettivo quello di tagliare le vie di comunicazioni, attraverso le quali, dal nord Italia, l’esercito tedesco si riforniva) nella primavera del 1944, che Palestrina subisce il più devastante bombardamento. Il 1 giugno 1944 numerose fortezze volanti bombardano il centro abitato del paese che, dopo il loro passaggio, risulta distrutto per la sua quasi totalità.

La cittadina ormai ridotta un cumulo di macerie, sotto le quali viene rinvenuto il Tempio della Dea Fortuna, viene liberata la mattina del 4 giugno 1944 da truppe del Corpo di Spedizione Francese in Italia, mentre il grosso dell’esercito alleato aveva deviato da Valmontone per dirigersi sulla Capitale.

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