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Palestrina, da 70 a 100 posti letto covid: protestano i lavoratori dell’ospedale

Da 70 a 100 posti letto covid. È questo l’aumento previsto presso il Covid Center del PO di Palestrina. La notizia arriva dalla Cisl fp, che in una lettera indirizzata alla direzione generale dell’Asl chiede chiarimenti. L’aumento andrebbe ad interessare tutte le aree già esistenti cioè, area medica covid, medicina d’urgenza covid e subintensiva covid ed in più sembrerebbe prevista l’apertura di altri dieci posti letto da destinare ai pazienti che presentino una urgenza di natura chirurgica o ortopedica.

A Palestrina

Nel rispetto della effettiva necessità di aumentare la ricettività del PO in oggetto con la finalità di ottimizzare i reali bisogni dei pazienti Covid positivi, non possiamo non sottolineare le criticita’ attualmente presenti, prima fra tutte la carenza di personale su tutti i livelli (medici, infermieri, oss, tecnici di radiologia e di laboratorio). Infatti, all’importante politica assunzionale precedentemente condotta da questa ASL che ha permesso di affrontare le precedenti riconversioni, sono seguiti degli spostamenti di personale su altri presidi che hanno indebolito dal punto di vista quantitativo l’organico. A questo va aggiunto il personale che nel frattempo ha risposto ha chiamate da altre graduatorie, quello uscito per quiescenza, come anche le assenze di quello ancora in forza per positivita’, maternita’, aspettativa etc.

La situazione finora esposta sta sottoponendo tutto il personale sanitario ad un forte aggravio di lavoro con turni che molto spesso si prolungano oltre l’orario previsto dalla regolare turnazione, all’impossibilità di godere dei riposi generando un elevato numero di ore di straordinario. Ad appesantire dal punto vista non solo fisico ma anche psicologico i lavoratori, grava anche il blocco delle ferie e dei congedi personali già contestato dalla scrivente OS.

A Palestrina

In seguito alla riconversione e’ stata ripristinata l’attività del Punto di Primo Intervento con turni coperti ricorrendo allo straordinario, stessa modalità seguita per la gestione dell’ambulatorio per la somministrazione degli anticorpi monoclonali ai pazienti affetti da Covid 19. Ricordiamo anche che l’apertura della Subintensiva Covid e’ avvenuta con l’impiego del personale della sala operatoria che, all’attivazione di eventuali sedute operatorie in urgenza si trovano a dover lavorare contemporaneamente su due fronti.

Aggiungiamo a quanto finora illustrato, anche le enormi difficolta’ a reperire apparecchiature elettromedicali (elettrocardiografi, emogasanalizzatori etc) come anche carrelli, scaffalature etc piu’ volte richieste e mai arrivate. Riteniamo che, allo stato attuale la situazione sia diventata realmente rischiosa per gli operatori e per l’utenza e chiediamo quindi un fattivo intervento come lo scorrimento delle graduatorie ancora in essere per tutte le figure professionali carenti, al fine di garantire una adeguata assistenza all’utenza come anche una congrua ripartizione dei carichi di lavoro, consentendo il recupero psico/fisico degli operatori.

La storia

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