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Palestrina, il grido di un giovane padre: “Fatemi riavere i miei figli”


“Io il mio lockdown lo sto vivendo da tre anni”

Giovane, laureato e con una brillante carriera militare arricchita di importanti riconoscimenti e incarichi di livello nazionale. Aveva grandi progetti per sé e per la sua famiglia Giulio (nome di fantasia), un giovane di Palestrina che si è rivolto a Monti Prenestini per gridare a gran voce il suo desiderio di ricongiungersi con i figli.

Si dice “inascoltato” da avvocati, magistrati e assistenti sociali che in questi anni si sono imbattuti in una difficile e grovigliata situazione coniugale che ha portato alla divisione di una famiglia e a un disagio sociale minorile.

Da tre anni Giulio non può più vedere i suoi figli a causa di una denuncia sporta dalla madre dei suoi bambini “per gravi maltrattamenti fisici e psicologici”. Accusa che lui rigetta fermamente presentando un nuovo ricorso che sarà discusso tra pochi mesi. Saranno i giudici a stabilire qual è la verità, quali sono le vere responsabilità nei segni di violenza e nelle plurime denunce di maltrattamenti pendenti presso i tribunali.

Oggi Giulio, a pochi mesi da questa data importante per la sua vita, si dice pronto ad andare oltre le divisioni di coppia per ristabilire un rapporto con i propri figli.

Chiedo di essere ascoltato, cosa che nessuno ha fatto in questi anni” – confida a Monti Prenestini. Io il lockdown lo sto vivendo da tre anni. Non si può giudicare solo sulla base di accuse unilaterali, senza alcuna prova a carico. Anche se minorenni, i miei figli chiedono di essere ascoltati ed è un diritto sacrosanto che mi auguro venga rispettato. La separazione dai figli non può e non deve essere una soluzione in una famiglia, imposta dall’esterno solo sulla base di alcune denunce”

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