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Palestrina, la connessione non va e rischia di essere bocciato. Così un prof è diventato quasi un “eroe”


Un alunno ha difficolta di connessione internet e non può accedere alla piattaforma Meet per sostenere il colloquio orale previsto

“Una volta io i ragazzi li andavo a prendere a casa perché a volte non si svegliavano o avevano altri tipi di problemi. Oggi i tempi sono cambiati, le problematiche sono diverse e l’emergenza che viviamo è eccezionale, ma il ruolo di un insegnante non cambia mai: siamo al servizio dei nostri studenti”.

A parlare a Monti Prenestini è Erminio Rischia, professore della Scuola Media Pierluigi di Palestrina al suo ultimo anno di attività prima della prossima pensione. Il prof prenestino, che ha attraversato diverse generazioni, si è reso protagonista di un gesto di solidarietà e altruismo emblematico della situazione di assoluta emergenza che stiamo vivendo in questi tempi di Coronavirus.

IL FATTO

Sabato scorso si stava svolgendo una delle sezioni pomeridiane dell’esame di terza media. Un alunno ha difficolta di connessione internet e non può accedere alla piattaforma Meet per sostenere il colloquio orale previsto. La commissione concede un rinvio dell’orario di discussione, superata la quale però lo studente avrebbe rischiato la bocciatura.

“Era agitato, come è normale che sia – dichiara il professor Rischia. Io al telefono ho cercato di tranquillizzarlo ma il problema in effetti c’era. A quel punto ho deciso così di mettermi in auto e andarlo a prendere per portarlo a casa mia. Qui non ha avuto alcun problema, sostenendo alla fine l’esame”.

La storia ha fatto il giro dei social, ma il professor Rischia, che di Facebook e Instagram non conosce le dinamiche, si è detto alquanto sorpreso.

“Io credo che sia un fatto assolutamente normale, anzi rientra nei doveri di un insegnante – spiega a Monti Prenestini. Eccezionale è la situazione che stiamo vivendo, che non ha fatto bene a insegnanti e alunni. Di certo – aggiunge – il mio ultimo anno non lo immaginavo così. L’augurio è che la scuola possa tornare alla sua normalità, con le sue regole, i suoi spazi e uno sguardo più attento verso il futuro”.

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