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Palestrina, la cripta di Sant’Agapito apre al pubblico: attesa per la storica inaugurazione


L’area archeologica situata sotto l’altare maggiore, riscoperta nel 1972 in occasione dei lavori di adeguamento postconciliari del presbiterio della chiesa

Nel corso degli ultimi mesi è stato portato a termine il progetto di restauro e valorizzazione della cripta della Basilica Cattedrale di Sant’Agapito Martire, in Palestrina che restituisce al pubblico l’area archeologica situata sotto l’altare maggiore, riscoperta nel 1972 in occasione dei lavori di adeguamento postconciliari del presbiterio della chiesa, operati dall’arch. Furio Fasolo, fino ad oggi però mai resa fruibile. 

Le fonti storico-epigrafiche attestano che la cripta della Cattedrale fu dedicata il 13 gennaio del 1116 dal vescovo Conone e consacrata ai Santi Agapito, Abbondio e Gordiano, le cui reliquie furono deposte all’interno di una preziosa urna reliquiario, scoperta in occasione delle indagini archeologiche del 2015. La cripta fu depredata dei corpi dei santi nella prima metà del Quattrocento, in occasione dei saccheggi sofferti dalla città di Palestrina per opera delle truppe pontificie di papa Eugenio IV Condulmer. Da quel momento iniziò un lento declino del luogo di culto ipogeo fino al suo definitivo abbandono, avvenuto intorno al XVII secolo.

Il progetto di recupero dell’importante sito archeologico diocesano è giunto a compimento dopo un più ampio ventaglio di iniziative, avviate dal 2014, che hanno posto rinnovata attenzione sul luogo di culto, fino all’avvio dell’intervento di restauro e valorizzazione, nell’autunno del 2019. 

Il progetto è stato interamente finanziato, attraverso un contributo economico di liberalità, dall’azienda ITOP SpA Officine Ortopediche, nella persona del Dott. Francesco Mattogno, con la quale la Diocesi di Palestrina ha siglato un protocollo d’intesa il 10 gennaio del 2017. 

colle martino

Il progetto di restauro e valorizzazione è stato ideato dal gruppo interdisciplinare coordinato dall’archeologo Dott. Andrea Fiasco, affiancato dall’Arch. Francesca Pinci e dall’Ing. Matteo Tomassi, sotto l’attenta supervisione e la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, rappresentata dal Dott. Leonardo Bochicchio e dall’Arch. Valentina Milano, e con la consulenza, per lo sponsor, dell’Arch. Roberto Pinci.

A causa delle sfavorevoli condizioni imposte dalla pandemia che ha colpito l’Italia e il resto del mondo e nel rispetto delle indicazioni governative emanate in questi ultimi mesi purtroppo non è stato ancora possibile inaugurare i lavori di restauro e valorizzazione della cripta, programmata inizialmente per il periodo primaverile ed ora posticipata, da S.E. Mons. Mauro Parmeggiani, Vescovo di Tivoli e di Palestrina, in occasione della prossima festività di S.Agapito Martire, Patrono della Diocesi, per il 17-18 agosto 2020. In particolare l’inaugurazione si terrà nella Cattedrale di S.Agapito alle ore 11,00 di lunedì 17 agosto e con essa si apriranno le due giornate celebrative in onore del Santo Martire Patrono della Città e Diocesi.

La Diocesi di Palestrina, nella persona del Vescovo, S.E. Mons. Mauro Parmeggiani, in rappresentanza anche del Capitolo dei Canonici della Cattedrale, esprime profonda gratitudine nei confronti dell’azienda ITOP SpA e del suo amministratore delegato, il Dott. Francesco Mattogno, per aver sostenuto economicamente l’intervento di recupero dell’importante luogo di culto, parte del più ampio patrimonio archeologico della città di Palestrina, e per aver dato testimonianza di particolare vicinanza, sensibilità e lungimiranza verso il recupero del patrimonio culturale della città e del territorio diocesano. 

La collaborazione instauratasi fra la Diocesi e l’azienda ITOP SpA ha costituito una preziosa occasione di sinergia pubblico-privata, che ha permesso di intraprendere proficuamente un progetto di riqualificazione di uno dei più importanti monumenti della Diocesi e della città di Palestrina, un esperimento felicemente compiuto, che ci si augura possa essere replicabile anche in altri contesti, gettando le basi per nuove formule di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale del territorio.

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