Un viaggio continuo alla ricerca delle radici di una terra, dei suoi valori e delle sue intime connessioni.

title-image

Blog

Palestrina, la grotta “Rumice” da luogo spirituale a rifugio durante i bombardamenti del ’44

A Palestrina - Scopri di più

Nell’ area soprastante il quartiere degli Scacciati a Palestrina, sulla via di costa che anticamente saliva sino a Castel San Pietro, sorge una piccola grotta naturale denominata “rumice”, ossia rifugio da eremiti. All’entrata c’è una targa in cui si legge:

In questa grotta “Rumice” visse vita eremitica tra il 560 ed il 570 d.C. la Santa Irundina maestra delle Sante Vergini Redenta e Romola.

Secondo la tradizione, infatti, questa piccola grotta fu abitata nel VI secolo d.C. da tre eremite (Herundine, Romola e Redenta) che la scelsero come luogo per allontanarsi dal mondo civile raccogliendosi in preghiera. Eccone brevemente la storia tratta da le “Memorie Prenestine” (Petrini P.): “Menava in quei tempi vita eremitica sul monte Prenestino una divota donna per nome Herundine con una sua discepola chiamata Redenta. Dissi in quei tempi, perché San Gregorio narra che quando egli si fe’ Monaco, cioè nell’anno 575, l’una era morta, l’altra era vecchia. Se poi sia vero che la speleonca da loro scelta per abitazione sia quella grotta, che vedesi sulla falda orientale della nostra Montagna alquanto sopra la Chiesa di Cesareo, ed è volgarmente chiamata Grotta Rumice, io non ardisco asserirlo: come altresì non ardisco asserire ch’elle vivessero sotto la direzione de’ Monaci dimoranti sul nostro monte, benché cose tali siano assai verisimili. Ciò che però asserisco è che Herundine fu dotata di gran virtù, e Redenta ammaestrò nella pietà due fanciulle, una delle quali chiamata Romola fu in morte contraddistinta da Dio con celesti apparizioni; di modo che sono tutte venerate dalla Chiesa come Sante, e nella nostra Diocesi se ne celebra l’Offizio”. Oltre che dalle tre eremite, la grotta probabilmente venne frequentata anche in epoca preistorica, mentre in tempi recenti fu il riparo di alcune famiglie prenestine che vi si rifugiarono durante i bombardamenti del ’44. Ringraziamo Paolo Cilia per la fotografia e per aver dato a Montiprenestini.info lo spunto per raccontare brevemente di questo luogo.

A Segni - scopri di più
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: