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Palestrina, la storia di Enrico: “Così sono uscito dal tunnel buio del Covid”


“Mi hanno prelevato da casa e ho temuto il peggio. Ma poi tutto è cambiato…”

Oggi il buongiorno è arricchito dalla forza e dalla gioia che arriva da questa lettera del sig. Enrico all’Asl Roma 5, una delle tante storie positive di questa battaglia al Copvid-19.

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.”In un momento storico cosi difficile per il nostro Paese, colpito da una grave pandemia, sempre più spesso si sente parlare di malasanità. Con queste poche righe, scritte a seguito della mia personale esperienza di ricovero presso il nosocomio Covid di Palestrina, vorrei pubblicamente ringraziare ed esprimere la mia più profonda e sincera gratitudine a tutto il personale del Pronto Soccorso Covid di Palestrina: ai medici, infermieri e addetti ai servizi, per tutto ciò che hanno fatto e continuano a fare ogni giorno con dedizione e sacrificio nei confronti dei pazienti. Molte volte la vita ci costringe ad affrontare delle sfide, alcune facili altre più dure da combattere nei confronti di improvvise malattie. La mia personale sfida, ha avuto inizio un tardo pomeriggio del mese di marzo c.a. quando un’ambulanza mi ha prelevato dalla mia casa e condotto presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Palestrina. Il covid mi aveva contagiato in forma grave, tanto da rendere urgente il ricovero.

Durante il breve tragitto, confesso che la mia mente era attraversata da oscuri pensieri: pensavo che sarebbe iniziato un viaggio all’inferno. Non appena giunto al P.S. immediatamente sono stato oggetto di scrupolose attenzioni da parte di medici e infermieri . Mano a mano che il tempo passava, ero sempre più convinto che intorno a me non c’erano demoni oscuri, ma degli angeli che dietro quelle mascherine mostravano i loro occhi pieni di calore umano. Nei giorni a seguire ho potuto conoscere meglio tutti, sia medici che infermieri e posso testimoniare come svolgono il loro lavoro con estrema professionalità e dedizione senza badare mai alle innumerevoli difficoltà che ogni emergenza porta con sé. Tutti, in ogni momento pronti e affettuosamente disponibili a darci conforto e ad esaudire ogni nostra richiesta: siete stati per me la giusta cura per superare i momenti difficili, forse più di ogni altra medicina. Dott. Ceccarelli, Sara, Laura, Rosy, Giulia, Giuseppe, Rosa, Sergio, Lorenzo, Antonio, Nicoletta, (scusate se non ricordo tutti i vostri nomi) a Voi e a tutti gli altri nessuno escluso, il mio più sentito ringraziamento e la mia eterna gratitudine per come mi avete assistito e curato durante la mia permanenza nel vs. reparto. Se sono qui a scrivere, lo devo a Voi. Desidero dedicare infine il mio personale ringraziamento e ammirazione al Primario del P.S. Dott. Enrico Ferri. Uomo, prima ancora di essere un medico; porta avanti insieme a tutta l’equipe il suo compito con abnegazione e in condizioni non facili, senza mai dimenticare che il paziente è un essere umano e non un numero, avendo sempre una parola di conforto, un sorriso, un gesto di attenzione. Grazie Dottore per avermi curato, e restituito una vita normale, a Lei va la mia eterna gratitudine.”

Con riconoscenza. E. M.


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