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Palestrina, la storia di una disabile: “Vi racconto la mia odissea per vaccinarmi”


“Chiusa del 4 febbraio per sopravvivere, poi è arrivata la beffa”

Non tutto sta andando bene nella campagna vaccinale, che finalmente sul territorio della Regione Lazio e dell’Asl Roma 5 procede velocemente grazie all’arrivo di nuove dosi. Nel mare dei codici esenzione che avrebbero diritto all’anticipo dei test, qualcuno è rimasto indietro. È il caso di una signora di 62 anni di Palestrina, che in una lettera a Monti Prenestini spiega la sua odissea per sottoporsi al vaccino.

Kai Poke Palestrina
Kai Poke Palestrina

Sono una 62enne che ha avuto una embolia polmonare, affetta da epilessia, apnee notturne e pressione alta, tutto documentato sul mio certificato di invalidità – si legge nella mail arrivata in redazione. Quando si sono aperte le prenotazioni vaccinali per i soggetti ultrafragili ho tristemente scoperto che nessuno dei miei codici era ricompreso, peccato che nella mia situazione “e’ la somma che fa il totale” come direbbe Totò. Mi sono immediatamente attivata con il mio medico curante. Risposta: ”Mi spiace non posso vaccinarti io perchè non posso somministrarti Astra Zeneca a causa delle tue patologie”. Scrivo all’URP della Regione in data udite udite 4 febbraio per sapere cosa dovevo fare. Silenzio. Eppure i medici di Tor Vergata che mi hanno salvato la vita dall’embolia polmonare mi esortavano a stare attenta. Telefono molte volte al numero della Regione, non c’e’ soluzione, ancora non era uscito l’elenco delle comorbilità. Mi reco al polo vaccinale di Palestrina dove abito per chiedere lumi: “Per i casi come il suo daremo pfizer al medico curante si rivolga a lui”. Scrivo al medico curante: Nessuna risposta”. Finalmente si apre la prenotazione per la mia fascia, chiedo alla segreteria del medico curante cosa fare. Risposta: “Prenota sul sito ma mi raccomando che sia Pfizer perche’ non puoi sottoporti ad altro vaccino”. Fino alle tre di notte per prenotare, da inizio aprile, ora la data è il 14 maggio. In questo mese e mezzo le ho provate tutte per tentare di essere tutelata un po’ prima come avrei dovuto. Ho telefonato decine di volte al numero regionale , anche quando sono arrivate in massa le dosi Pfizer e sono state elargite con facilità ai soggetti quarantenni con comorbilità. Alcuni di questi ragazzi hanno prenotato il 30 aprile e sono sttai vaccinati il primo maggio, io ancora aspettavo. Ho scritto una PEC rimasta del tutto inascoltata all’Asl di competenza. Snervata in assenza di risposta ho scritto alla direttrice sanitaria della mia Asl di competenza in data 3 maggio, la quale “gentilmente” ha risposto dicendomi che aveva girato il mio caso alle strutture competenti. Nessuna risposta e nel frattempo è arrivato il 14 maggio, ci sono arrivata sana e salva facendo la vita del monaco benedettino, privandomi di vedere l’unica figlia che ho che vive in Spagna per ben dieci mesi, privandomi di vivere per sopravvivere. Ieri è arrivata infine la beffa. A vaccinazione effettuata, ho ricevuto la risposta alla mia richiesta di aiuto del 4 febbraio: “Ci scusiamo per il ritardo”.

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