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Palestrina, parla il gruppo della Lega: “Ecco perchè abbiamo deciso di dimetterci”

a cura della redazione

 

Divergenze ormai insanabili, accentuate dal deteriorarsi dei rapporti politici. Sono questi i primi motivi  elencati dai consiglieri della Lega Augusto Briccetti, Cinzia De Rose, Roberto Mancini e Beatrice Stazi che in una lunga lettera indirizzata alla cittadinanza spiegano i motivi delle proprie dimissioni, ultimo atto che ha decretato oggi la fine dell’Amministrazione Moretti.

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L’Amministrazione Moretti – continuano i consiglieri – aveva ricevuto un mandato preciso: essere il reale cambiamento per la città dopo oltre un ventennio di stasi politica. Ebbene per senso di responsabilità nei confronti dei propri elettori e di Palestrina tutta i consiglieri citati hanno deciso così di agire rispetto ad un sindaco chje doveva essere la figura apicale dell’Amministrazione e si è rivelata al contrario figura priva di progettualità futura e di obiettivi validi da perseguire.

I firmatari lamentano la mancanza di partecipazione e dichiarano di aver più volte spronato il sindaco.

Come quando nel giugno 2021 avevano chiesto le dimissioni dell’assessore alla Cultura Valente, “per dare un impulso a un settore centrale nella vita della città”.

“A nostro avviso – dichiarano i consiglieri – la dottoressa Valente si era trincerata dietro un’organizzazione di eventi che le lodevoli e ben strutturate associazioni cittadine con merito e ottimi risultati già portavano avanti”.

A quella precisa richiesta, nulla seguì – si legge ancora nella lettera.

Nell’ottobre 2022 un nuovo scontro e questa volta sull’ufficio tecnico.

“Un ufficio tecnico – si legge nella lettera – già fortemente in carenza di personale che si è visto privato del suo dirigente, in capo al quale vi erano tutta l’area dei Lavori Pubblici, l’ufficio Bandi di cui la città fino a quel momento aveva goduto e la maggior parte dei RUP relativi a varie opere da realizzarsi. La scelta del sindaco, ad avviso degli scriventi, senza alcun senso ha quindi catapultato la città in una stasi paralizzante rispetto ai molteplici lavori da eseguirsi, seppur il segretario generale, ancora oggi dirigente ad interim, si sia funzionalmente adoperato e speso al meglio delle proprie capacità.

Da quell’ottobre si apre ufficialmente la crisi, il sindaco paventa la revoca del vicesindaco, ma non succede nulla. Si arriva a Natale e come un fulmine a ciel sereno il Gruppo della Lega apprende dall’albo pretorio della revoca dell’assessore Federici.

Anche in questo caso – si legge nella lettera – nessuna comunicazione ai consiglieri che di fatto, al pari della città, si sono trovati a leggere e poi ad ascoltare in Consiglio le mere parole afferenti la sopravvenuta mancanza di fiducia rispetto all’assessore stesso”.

Ma le divergenze non si fermano solo alle nomine. I consiglieri elencano una serie di provvedimenti non condivisi come l’aumento, quasi il raddoppio, delle tariffe degli abbonamenti e sosta dei parcheggi a pagamento.

La nostra proposta – dicono – era di rendere al contrario gli stalli del centro storico gratuiti per favorire le attività commerciali.

Oppure sulla questione dell’ospedale su cui i consiglieri della Lega, stando a quanto si legge nella lettera, hanno più volte sollecitato il sindaco per una soluzione alle problematiche presenti senza però risposta.

Da ultimo il gruppo scrivente si è ritrovato a dover fortemente farsi valere rispetto alla decisione avvallata dal sindaco di negare ai cittadini prenestini la possibilità offerta dall’ultima legge di bilancio di usufruire dello stralcio relativo agli interessi e alle sanzioni delle cartelle esattoriali di debito residuo fino ai mille euro. Solo la forte avversione nei confronti di tale scelta ha reso possibile ai cittadini di avvalersi oggi di questa possibilità. Ci si è sempre distinti nel fare, piuttosto che nel parlare – aggiungono i consiglieri.  Con le dimissioni si prendono le distanze da un sindaco e da un’amministrazione che ormai non ci rappresentano.  Siamo sempre stati contrari ai cambi di casacca in corso di consiliatura. Per coerenza e responsabilità si è presa la decisione di dimettersi, perchè Palestrina non merita l’immobilismo e il decadimento politico in cui il sindaco Moretti l’ha imbrigliata. Palestrina merita e meriterà una politica del fare, attiva e competente, che non resti titubante nel decidere o, peggio, che decida insensatamente per il suo futuro”.

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