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Palestrina volta pagina e riparte dal ballottaggio. Le preferenze e le possibili dinamiche

1375 voti di differenza e 11 punti di distacco. Il secondo turno delle elezioni a Palestrina riparte da questi dati che separano in maniera netta i due candidati ammessi al ballottaggio: Manuel Magliocchetti (centrosinistra) e Mario Moretti (Lega).

Il quadro delle Amministrative ci consegna una città diversa rispetto a quella vista alle Europee, dove il partito di Salvini è riuscito a imporsi con uno storico risultato pari al 44%. Alle Comunali i simboli del partito del Nord, insieme a Forza Italia, collezionano il 29,92% (3.697 VOTI) delle preferenze dietro il centrosinistra che si attesta al 41,04% (5.072 VOTI).

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Vincere dunque non sembra essere una “questione politica”, visto il peso modesto dei partiti. Si riparte dal confronto nei quartieri, elemento di novità che ha contraddistinto la campagna elettorale appena archiviata.

Qui sui territori per ora Magliocchetti vince, affermandosi in 17 sezioni su 18. Il centrosinistra riesce a spuntarla anche nelle frazioni di Carchitti e Valvarino, date secondo i pronostici iniziali a Moretti, portando a casa oltre 700 voti.

Da oggi, sulla base di questi dati, ricomincia una nuova partita, dove per ora la questione apparentamenti sembra del tutto marginale. Secondo i rumors gli stessi candidati non sembrano essere interessati ad accordi più o meno formali, anzitutto per una questione di distanza tra le persone e poi perché sarebbe difficile giustificare di fronte agli elettori una determinata scelta. Sappiamo bene però che la coerenza in politica cambia al mutare delle stagioni, dunque anche questo pronostico potrebbe risultare errato. Restiamo in attesa…

Sono invece ormai certi i dati delle preferenze che consegnano alla città un Consiglio completamente rinnovato. Mister preferenze è Matteo Petronzi (Palestrina Popolare) con 412 voti, dall’altra parte invece è Umberto Capoleoni per la Lega a portare a casa il primato (346).

Deludenti i dati della lista di Federico Rosicarelli (258 in totale), rappresentano invece forse una sorpresa i 1.238 voti delle liste della candidata Cristiana Polucci, che si garantisce così almeno un posto a Palazzo Verzetti. Lorella Federici chiude a 2.093 (16,94%) tra insuccessi (solo 85 preferenze per l’ex sindaco Adolfo De Angelis) e riconferme (Ludovico Rosicarelli 343, Laura Rosicarelli 245 e Emiliano Fatello 212).

Fa riflettere infine il dato delle schede nulle (423) e bianche (132), il “partito” di chi contesta o a cui non interessa il futuro della città.

Tra i 16 posti liberi in Consiglio sono tanti i “big” che resteranno fuori. Così la città volta pagina chiudendo la porta a vecchie ruggini del passato e si prepara a scegliere il futuro sindaco, la persona che possa rappresentare meglio Palestrina nelle istituzioni e sui territori.

Da oggi ricomincia il confronto: buona campagna elettorale a tutti.

Come si vota al ballottaggio

A differenza del primo turno, in cui è consentito il voto disgiunto (ovvero è possibile barrare il nome di un sindaco e contemporaneamente una lista concorrente), il votante del ballottaggio ha soltanto un’opzione: barrare con una “x” il nome del candidato sindaco che intende eleggere. In ogni caso, viene considerata valida anche la scheda in cui appare la croce non sul nome ma sul simbolo di una o più liste collegate a quel candidato. Per questo principio il voto è valido anche se la “x” appare sia sul nome del candidato sindaco, sia sul simbolo di una o più liste collegate, perché si tratta di casi in cui non c’è nessuno dubbio su quale possa essere la volontà dell’elettore. Viene eletto sindaco il candidato che ottiene più voti.

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