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Palio di Sant’Agapito 2026: tra il ritorno a casa e “la giostra dei biglietti”

12/08/2026
Di Gabriele Fichera
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Se c’è una costante che accompagna la storia recente del Palio di Sant’Agapito, è quella straordinaria capacità di far battere il cuore di Palestrina ben prima che il primo cavaliere scenda in campo o che il primo fuso prenda il volo. L’edizione 2026 non fa eccezione, ma si porta dietro il sapore dolce e complesso delle cose salvate in extremis. Tra mille peripezie, cavilli organizzativi e l’ombra concreta di un anno di stop – fardello pesante lasciato in eredità dalle intemperanze e dalle polemiche che avevano contrassegnato la chiusura della scorsa edizione –, la macchina logistica è riuscita infine a compiere il “miracolo”. E lo ha fatto regalandosi il traguardo più atteso: riportare la manifestazione nella sua dimora naturale, nel cuore pulsante di Piazza Regina Margherita.

Eppure, a pochi giorni dai festeggiamenti in onore del Santo Patrono, i riflettori della cronaca cittadina non si sono accesi tanto sulle strategie di assegnazione dei giochi o sui colori delle contrade, quanto sulle norme di sicurezza e sulle modalità di accesso all’Arena. La strettoia della sicurezza: 577 posti per un’intera città Il nodo principale risiede nei rilievi tecnici legati alle severe normative di Safety & Security. Dopo un’attenta valutazione delle capienze e delle vie di fuga, il Magistrato del Palio ha dovuto stabilire una soglia invalicabile: durante le serate dei giochi potranno accedere all’Arena un massimo di 577 persone contemporaneamente. Una cifra contingentata che, per una comunità di ventimila abitanti con una fortissima appartenenza territoriale, rappresenta inevitabilmente una coperta corta. Per tentare di equilibrare le presenze ed evitare che il tifo organizzato cannibalizzasse l’intero spazio disponibile, l’organizzazione ha definito un piano di ripartizione rigoroso: 460 biglietti (115 per ciascuna delle quattro Porte) affidati direttamente alla gestione dei quartieri storici, destinati a sostenitori, tesserati e collaboratori del corteo; 100 biglietti “liberi” per ogni serata, riservati al pubblico generico e ai cittadini non affiliati alle contrade; I restanti posti destinati al personale di servizio, alla giuria e agli addetti ai lavori indispensabili per il corretto svolgimento delle gare. “La giostra dei biglietti”: dal pedaggio al dietrofront Proprio attorno a quel pacchetto di cento ingressi giornalieri destinati alla cittadinanza si è scatenata quella che, con amara ironia, è stata già battezzata “la giostra dei biglietti”. A far da innesco al dibattito è stata la scelta iniziale del Comitato di introdurre una quota di prenotazione pari a 5 euro per il pubblico. L’intento dichiarato dal Magistrato era strettamente organizzativo: evitare prenotazioni “fantasma”, disincentivare chi prende il tagliando senza poi presentarsi e contingentare i flussi agli varchi d’ingresso per evitare calche. Tuttavia, la reazione della piazza – reale e virtuale – non si è fatta attendere. Sui social e nei bar del centro sono piovute osservazioni, battute e aperte polemiche. In molti hanno storto il naso di fronte all’idea di dover “pagare” un contributo per assistere a una festa popolare che appartiene alla storia della città, evidenziando peraltro un paradosso logico: in un’Arena contingentata, se un cittadino paga 5 euro e poi decide di rimanere a casa, il posto resta comunque vuoto, rendendo vano il presunto scopo di “ordinare” le presenze. Senza contare che, carte alla mano, i disordini che in passato avevano provocato la sospensione delle gare non erano mai nati dai cittadini comuni in tribuna, bensì dai focolai più caldi del tifo di contrada. Di fronte al malumore serpeggiante e a un’interpretazione collettiva tutt’altro che favorevole, il Magistrato è corso ai ripari con un comunicato di chiarimento che ha assunto i contorni di una vera e propria marcia indietro: l’accesso al Palio tornerà a essere completamente gratuito e le somme già versate da chi aveva effettuato la prenotazione online o in prevendita verranno integralmente rimborsate al termine della manifestazione. Un Palio diffuso: maxi schermi, villaggio e la Scifa Consapevoli che 577 posti non potranno soddisfare la fame di Palio di tutta la popolazione, gli organizzatori hanno cercato di strutturare un’offerta diffusa sul territorio urbano per far sentire tutti parte della festa. Piazza Santa Maria degli Angeli verrà trasformata in un vero e proprio “Villaggio del Palio”, allestito con la Taverna per le degustazioni enogastronomiche, spettacoli medievali, animazione, musica e un grande Maxi Led Wall che trasmetterà in diretta streaming le sfide e gli spettacoli dell’Arena. Restano confermate inoltre le tradizionali agevolazioni per le famiglie: l’ingresso all’Arena per tutti i bambini fino ai 12 anni (accompagnati da un adulto) sarà gratuito. Nessun cambiamento neppure per un altro dei momenti più partecipati della tradizione: la spettacolare Giostra della Scifa, che rimarrà ad accesso totalmente libero e gratuito lungo il marciapiede di Viale Giovanni Paolo II (dal lato di Porta del Sole), pur con la dolorosa chiusura temporanea dell’area del Belvedere, ritenuta attualmente non idonea sotto il profilo della sicurezza stradale e dei flussi. Il valore della ripartenza Al netto delle incomprensioni comunicative e delle inevitabili ruggini della vigilia, resta il dato di fatto fondamentale: il Palio di Sant’Agapito ci sarà. E il plauso va al coraggio di un Comitato rinnovato che, mettendoci la faccia e assumendosi responsabilità tutt’altro che semplici, ha impedito che la tradizione secolare di Palestrina subisse uno stop mortificante. Ora che la “giostra dei biglietti” ha terminato le sue corse e il quadro delle regole è stato definito, la parola torna finalmente alla passione. Dal 16 al 18 agosto la città tornerà a tingersi dei colori delle sue Porte, dimostrando che, al di là dei biglietti e dei posti a sedere, il Palio vive prima di tutto nello spirito e nel senso di comunità di chi lo abita.