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Ok a riapertura bar, ristoranti e parrucchieri: semaforo verde dal Governo


Dopo le 21,30 di oggi è arrivato il via libera

Ok da lunedi’ prossimo alla riapertura di bar, ristoranti, commercio al dettaglio e servizi alla persona.
Nei giorni scorsi il governo aveva aperto solo al commercio al dettaglio, lasciando pero’ ai governatori la possibilita’ di muoversi sulle altre attivita’. Ora – secondo quanto si apprende da fonti che hanno partecipato all’ultimo incontro tra il premier, i ministri Boccia, Speranza e i presidenti di regioni -, e’ arrivato dallo stesso presidente del Consiglio il via libera alla riapertura di queste attivita’. Un segnale di collaborazione tra regioni e governo che ha portato al semaforo verde sulle linee guida messe a punto dai presidenti di regione sulla fase due.

 “Una buona notizia, il premier Conte ha recepito le linee guida delle Regioni. Un passo avanti decisivo e importante per arrivare finalmente lunedi’ alla riapertura di una serie di attivita’ produttive”. Lo dice il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, al termine del confronto con il Governo. “Domani adotteremo provvedimenti che – aggiunge Fontana – garantiranno la ‘ripartenza’ in sicurezza di ristoranti, bar, parrucchieri e altre attivita’ in Lombardia e nel resto d’Italia. Tutti lo dovranno fare utilizzando il buon senso e rispettando le regole per garantire la salute pubblica”.

LE REGOLE

“I tavoli devono essere disposti in modo che le sedute garantiscano il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro di separazione tra i clienti, ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale; detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilita’ individuale. Tale distanza puo’ essere ridotta solo ricorrendo a barriere fisiche tra i diversi tavoli adeguate a prevenire il contagio tramite droplet”. E’ quanto si legge nel documento predisposto dalle regioni e visionato dall’AGI, per quanto riguarda il settore della ristorazione.


Indicazioni – si legge nel testo che le regioni hanno condiviso – che si applicano “per ogni tipo di esercizio di somministrazione di pasti e bevande, quali ristoranti, trattorie, pizzerie, self-service, bar, pub, pasticcerie, gelaterie, rosticcerie (anche se collocati nell’ambito delle attivita’ ricettive, all’interno di stabilimenti balneari e nei centri commerciali), nonche’ per l’attivita’ di catering (in tal caso, se la somministrazione di alimenti avviene all’interno di una organizzazione aziendale terza, sara’ necessario inoltre rispettare le misure di prevenzione disposte da tale organizzazione)”. “Potra’ essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura 37,5 C”, si legge nel documento. “E’ necessario rendere disponibili prodotti igienizzanti per i clienti e per il personale anche in piu’ punti del locale, in particolare all’entrata e in prossimita’ dei servizi igienici, che dovranno essere puliti piu’ volte al giorno”, si sottolinea.

Un altro capitolo regolera’ le attivita’ commerciali: mascherine obbligatorie per centri estetici, parrucchieri e barbieri, mentre nei negozi al dettaglio chi intendera’ “toccare” la merce potra’ farlo soltanto se avra’ indossato i guanti. Fermo restando che anche nei negozi sara’ permesso l’ingresso solo agli acquirenti muniti da mascherina. Il documento fra poco dovra’ quindi passare all’esame dell’esecutivo. Sul tavolo quindi non solo l’assunzione di decisioni impellenti in vista della data di lunedi’, non solo indicazioni necessarie ad accelerare la Fase 2, ma le regioni spingono fin da adesso a progettare, a dirla con le parole del governatore ligure Toti, la Fase 3.

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