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Pèntima 2019, come nasce il vino bianco autoctono dei Monti Prenestini


Un prodotto dalle caratteristiche uniche, berlo significa gustare alo territorio. Ecco perchè e come nasce

È il prodotto di una delle migliori vendemmie degli ultimi anni, il risultato del lavoro sui campi e del buon apporto degli elementi climatici. Stiamo parlando del Pèntima 2019, il primo vino bianco autoctono dei Monti Prenestini targato Cantine Il Moro, la cui commercializzazione è partita proprio in questi giorni.

 70% Ottonese, 30% Bellone, due vitigni caratteristici della provincia di Roma che esprimono le note aromatiche del territorio, la sua freschezza e il retrogusto fruttato. L’Ottonese nasce proprio in queste valli e ancora oggi è oggetto di numerosi studi da parte di enologi di tutta Europa, che giungono su questo territorio per testare questo prodotto unico, dall’acidità sostenuta, ottimo come base spumanteIl Bellone è invece conosciuto anche come uva pane per la sua buccia sottile e delicata, che conferisce al vino morbidezza e sentori di frutta fresca.

Due uve risalenti all’epoca romana che a San Vito Romano hanno trovato terreno fertile in queste valli scoscese e assolate, dove l’apporto delle argille e delle arenarie, unito al clima caratterizzato da una buona escursione termica tra il giorno e la notte, conferisce a questi frutti una caratteristica unica. Ecco perchè a San Vito Romano e nelle colline che guardano Bellegra e Olevano Romano le produzioni assumono un valore così straordinario: sono i vini che raccontano la storia dei territori. Oggi diverse cantine stanno riscoprendo il Bellone e l’Ottonese con l’obiettivo di dare un nuovo slancio al settore enologico di San Vito Romano.

LA STORIA DELL’AZIENDA

È qui che nel 2016 un giovane di nome Alessandro Luciani decide di rilevare le attività del nonno per farne un’azienda. Per inseguire questo sogno bisognava ripartire dalle “radici del passato”, da quelle viti di famiglia, ma con uno sguardo al mercato di oggi e alle nuove tecnologie. Alessandro inizia a studiare e a documentarsi e la sua impronta si vede subito. Vengono rinnovati i locali, costruite nuove vasche di cemento e realizzati da zero impianti di refrigerazione e condizionamento: è una svolta verso una produzione di fascia medio alta. Meno quantità, più qualità: l’equazione della riqualificazione viene applicata anche qui e i risultati arrivano ben presto.

Un buon vino nasce anzitutto dalla vigna.

A marzo si lavora il terreno, ad aprile ci si prepara per la palificazione, a maggio c’è la schermatura del vigneto, a giugno la sfogliatura, a luglio e primi di agosto i trattamenti parassitari e infine tra settembre e ottobre la vendemmia. Il mese di febbraio in corso è invece il periodo di potatura. Sono queste le fasi di lavorazione di un vigneto ed è qui che nasce il Pèntima.

Monti Prenestini è andato a trovare Alessandro “in vigna”, su questa raggiante collina scoscesa dalla vista mozzafiato, con un posto in prima fila sulle vallate di Bellegra e Olevano Romano. Troviamo Alessandro intento nell’arte della potatura, alla ricerca del miglior equilibrio per la crescita. Seguendo il corso della linfa e lo sviluppo dei rami, Alessandro sceglie un determinato numero di germogli  tenendo conto del ciclo vegetativo che seguirà, cioè in funzione del numero di rami necessari allo sviluppo di un fogliame sufficiente e di grappoli in grado di raggiungere una maturazione ottimale. A pensarci bene è un’equazione matematica, ma il potatore di fronte a una pianta sembra entrare in simbiosi con la sua creatura, sa solo lui qual è il suo bene. Così si pongono le basi di un lavoro lungo che proseguirà per tutta la primavera e poi l’estate fino alla prima settimana di agosto, quando i giochi sembrano ormai fatti.

Ed è così che nasce Pèntima, insieme agli altri prodotti delle Cantine Il Moro.

Ecco perchè acquistare oggi una bottiglia “Il Moro” significa assaggiare il territorio, sostenere la diversità agricola, apprezzare una produzione ecosostenibile per godere delle bellezze di un territorio ancora poco toccato dai problemi dell’agricoltura industriale. 


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