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Pioggia e allagamenti: e martedì potrebbe arrivare la neve

a cura della redazione

 

Allerta arancione oggi in provincia di Roma dove da stanotte le protezioni civili locali sono a lavoro sul territorio per evitare disagi alla circolazione. Al momento sul territorio prenestino si segnalano strade allagate, rami caduti, piccolo smottamenti ma non si registrano particolari criticità.

Domani il tempo, stando alle previsioni, dovrebbe essere più asciutto ma le temperature saranno in picchiata con un sensibile abbassamento di sei gradi. Una situazione che martedì potrebbe riportate la neve oltre gli 800 metri nella giornata di martedì dove tra Rocca di Cave e Capranica Prenestina è atteso nevischio e neve debole.

L’arrivo del maltempo con pioggia e neve è manna per l’Italia a secco in cui nell’ultimo anno è caduta quasi 1/3 di acqua in meno (-30%) che ha provocato una grave siccita’ con drammatici effetti sull’agricoltura ma anche rischi per gli usi civili ed industriali. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’arrivo dell’ondata di maltempocon l’allerta della protezione civile, sulla base dei dati Isac Cnr. “Mancano all’appello- stima la Coldiretti- almeno 50 miliardi di metri cubi di acqua per effetto di un 2022 che resta straordinariamente siccitoso nonostante le precipitazioni del mese di novembre che sono risultate leggermente al di sopra della media storica.

Non solo dunque disagi e danni, l’arrivo della pioggia e della neve è dunque importante per dissetare i campi resi aridi dalla siccità e ripristinare le scorte idriche nei terreni, negli invasi, nei laghi, nei fiumi e nelle montagne dove i ghiacciai perdono di superficie e spessore”. “Le precipitazioni pero’ per poter essere assorbite dal terreno devono cadere in modo continuo e non violento, mentre gli acquazzoni aggravano i danni provocati dagli allagamenti con frane e smottamenti in un Paese come l’Italia dove piu’ di nove comuni su dieci (93,9%) hanno parte del territorio a rischio idrogeologico. Positiva- conclude la Coldiretti- è la presenza della neve per incentivare il recupero delle risorse idriche nelle montagne ma anche favorire la produzione di grano, secondo il vecchio adagio contadino “sotto la neve il pane”.