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Spazi insufficienti e personale che si contagia: la CISL Fp sottolinea le criticità dell’Ospedale di Palestrina

La CISL fp torna a sottoporre all’ attenzione di quanti in indirizzo, una importante criticità attualmente presente nei reparti Covid del PO di Palestrina. Di seguito il testo della missiva:

“Il recente potenziamento della capacità ricettiva del nosocomio in oggetto da 72 a 97 posti letto è avvenuto, non solo con l’apertura della nuova unità di chirurgia covid, ma anche attraverso l’aumento dei letti di degenza nei reparti già esistenti. Questo ha comportato uno stravolgimento dei percorsi individuati mediante la collaborazione del soggetto attuatore e del consulente per il biocontenimento e sottraendo gli spazi precedentemente individuati per lo stazionamento del personale sanitario durante il turno di lavoro.

Attualmente, l’unico spazio rimasto al personale è lo stesso in cui gli operatori, all’uscita dalla zona contaminata, devono svestirsi dei DPI, dove non risultano oltremodo presenti gli arredi e le scaffalature per la sistemazione dei presidi che debbono necessariamente essere contenuti all’interno di scatoloni appoggiati a terra.

 

 

A San Cesareo

Riteniamo, secondo gli insegnamenti finora impartiti dagli esperti sulle tecniche di biocontenimento, che quanto finora descritto non permetta ai lavoratori, di svolgere le proprie attività lavorative in sicurezza, esponendoli quindi ad una elevata possibilità di contagio.

Visto il notevole aumento degli operatori attualmente positivi al SarsCoV-2, si chiede di intervenire al fine di recuperare una condizione lavorativa che consenta una maggiore attenzione nei riguardi della sicurezza dei lavoratori tutti.

Con l’occasione, torniamo anche a sottolineare che allo stato attuale, il personale della sala operatoria continua a prestare la propria attività lavorativa su due reparti contemporaneamente, per la precisione, durante lo svolgimento del proprio turno in subintensiva (sita al quarto piano), si trovano costretti a garantire l’attività d’urgenza della sala operatoria (al piano zero). Sembra evidente il disagio di quanti coinvolti nel garantire l’attività di due unità operative diverse nello stesso tempo, esponendo tutti, operatori e utenza, a dei rischi elevati come anche evitabili provvedendo a dotare le due unità operative del personale necessario”.

A Palestrina
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