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Poli e i Monti Prenestini, il miglior luogo dove vivere? Il territorio al centro di una ricerca scientifica


Scopo delle studio sono le proprietà chimico-ambientali dell’aria di Poli. Qualità che potrebbero spiegare la resistenza dei polesi alla Peste del 1600

Sabato 30 novembre, alle ore 16:00, presso il Salone degli Affreschi di Palazzo Conti, a Poli, si terrà il convegno “Dall’inquinamento urbano ai climi terapeutici dei piccoli borghi”, organizzato dal Comune di Poli in collaborazione con il Dipartimento di Medicina integrata e Biofisica dell’Università Federiciana, rappresentata dal Prof. Vincenzo Valenzi.

La vallata di Poli, e i Monti Prenestini, saranno al centro di un Progetto di ricerca del CIRPS (Centro Interuniversitario di Ricerca per lo Sviluppo sostenibile) sulle qualità benefiche, e salutari, dell’aria.

Da una prima valutazione sull’intero comprensorio, queste caratteristiche potrebbero essere assimilabili a quelle di Briançon, una cittadina francese posta a soli 15 km dal confine italiano e a 110 da Torino.

Briançon è noto come stazione climatica per le patologie respiratorie asmatiche e allergiche. La città gode di un microclimacaldo e secco (l’umidità media è inferiore al 40%) dovuto alla particolare disposizione della valle della Durance. 

Dal 2010, la città alpina fa parte della Rete delle città sane dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). 

Al convegno saranno presenti anche i Professori Massimo Scalia (Docente di Fisica Matematica all’Università “La Sapienza”  di Roma, tra i padri dell’ambientalismo scientifico in Italia e Fondatore di Legambiente), autore del Progetto, Massimo Sperini (Docente presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, in Ingegneria Ambiente e Territorio, Corso di “Inquinamento elettromagnetico”), Pasquale Avino e diversi altri studiosi, tra i massimi esperti mondiali di Bioclimatologia, e non solo (si veda la locandina allegata). 

Parteciperanno, inoltre, il Dr. Fabio Ascolani, Amministratore delegato della Clinica Villa Luana, il Dr. Ruggero Zaganelli, Presidente di Villa Catena, e i rappresentanti della “Rete delle Associazioni per la salvaguardia e la valorizzazione dei Monti Prenestini”.

Scopo delle studio sono le proprietà chimico-ambientali dell’aria di Poli. Qualità che potrebbero spiegare la resistenza dei polesi alla Peste del 1600, alle febbri malariche (raccontate nel diario di viaggio di Maria Graham, una nota scrittrice inglese, e scienziata in anticipo sui tempi, che aveva soggiornato a Poli nell’estate del 1819) e i report di diversi romani che qui si sono trasferiti per sfuggire alla pressione della città e della sua aria inquinata.

Uno studio che potrebbe aprire scenari considerevoli di sviluppo per l’economia di Poli e per il territorio dei Monti Prenestini.

La “Commissione Globale sull’Adattamento al Clima”, infatti, per allontanare la minaccia grave del cambiamento climatico ha valutato un investimento di 1,8 trilioni di dollari dal 2020 al 2030. Investimento che, però, è in grado di restituire fino a 7,1 trilioni di dollari di benefici netti.