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Polo ospedaliero Colleferro-Palestrina, allenta la pressione del Covid ma resta grave la situazione del pronto soccorso

a cura della redazione – comunicato stampa

 

Il 2022 si chiude con un bilancio negativo per il Polo ospedaliero Colleferro-Palestrina. Questa la valutazione del Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro” – Coordinamento territoriale e che dà il via alla ripartenza nel 2023 con rinnovato impegno civico.

Nella Regione e nella nostra ASL RM5 l’erogazione dei servizi sanitari di diagnosi e cura a livello domiciliare, in regime ambulatoriale e di ricovero ospedaliero ha registrato, senza soluzione di continuità, numerose battute di arresto, divenendo in alcuni casi un’attività residuale. 

Prima del covid, durante e dopo la pandemia i disservizi sono continuati, segno che i “problemi” erano preesistenti ed hanno origine nelle scelte politiche tiburtinocentriche della Regione, a cui per convenienza i Comuni del distretto si accodano.

Di alcuni episodi, accompagnati dalla segnalazione dei diretti interessati, si è occupata la stampa locale, nel tentativo di richiamare l’attenzione responsabile degli Amministratori, che sono però rimasti imperturbabili.

A novembre 2018, come si ricorderà, la Regione, tramite l’Atto Aziendale del Commissario Straordinario dell’ASL RM5, Giuseppe Quintavalle, aveva istituito il Polo ospedaliero Colleferro-Palestrina, promettendo di incrementare le prestazioni e la qualità dell’assistenza.

Non sappiamo quanti abbiamo creduto a tale promessa, ma in tanti hanno provato per esperienza personale, nonostante gli sforzi degli operatori sanitari, che il pronto soccorso dell’ospedale di Colleferro continua ad essere un nodo irrisolto.

A settembre, dopo un’estate drammatica sotto il profilo della carenza del personale in servizio, l’arrivo della nuova Direttrice del pronto Soccorso e del sistema dell’emergenza/urgenza era stato salutato con soddisfazione dai responsabili della ASL RM5. “Le cose possono cambiare!”, aveva preconizzato il Sindaco di Colleferro, Pierluigi Sanna, aspettativa rimasta come sempre delusa.

Al pronto soccorso di Colleferro (non solo) si trascorrono ore in attesa di essere visitati, stazionando a lungo in locali non degni di un ospedale, prima di essere ricoverati e di vedersi assegnato un posto letto, oppure si rimane in piedi in fila (al freddo) fuori il presidio di via degli Esplosivi.

La Regione e il Comune di Colleferro sono a conoscenza del disagio che patiscono quotidianamente gli utenti ma non vogliono fare i conti con i problemi ospedalieri, né con quelli creati dalla disorganizzazione inefficiente dell’assistenza dei servizi territoriali.

Il Direttore generale della ASL RM5, dottor G. Giulio Santonocito, e il Sindaco Sanna, sempre disponibili per qualche selfie, si mostrano solerti nel diffondere comunicati entusiastici su grandi e piccole questioni, anche quando i risultati non sono così eclatanti, secondo una logica di promozione aziendalista o in chiave elettorale.

L’ultimo episodio riguarda la recente inaugurazione del nuovo ambulatorio chirurgico dell’ospedale di Colleferro, dedicato in prevalenza alla branca oculistica, alla presenza dell’Assessore alla Sanità, Alessio d’Amato.

Non era mai accaduto, nonostante i nostri inviti ed appelli sulle gravi e costanti problematiche che travagliano l’ospedale, vedere a Colleferro l’Assessore D’Amato.

Terminato l’evento, l’Assessore regionale ha lasciato la città senza prendere un impegno concreto sulla grave carenza di operatori e di posti letto. Il Sindaco Sanna non gli ha strappato una dichiarazione pubblica e colto questa rara occasione per dimostrare ai cittadini la sua preoccupazione per la drammatica questione “pronto soccorso” ed anche per chiedere un freno alla politica Tivolicentrica, che lascia senza sanità pubblica gran parte del bacino del Polo ospedaliero.

Ma un nuovo ambulatorio come può essere definito un “segnale importante per il rilancio” del servizio sanitario?

Si vorrebbe rilanciare il polo ospedaliero Colleferro-Palestrina, che è stato sottoposto alle rigide regole del Piano regionale di rientro dal deficit, a politiche restrittive di riduzione della spesa sanitaria, con blocco del turn over, riduzione dei posti letto, bassi livelli qualitativi delle prestazioni, definanziamento della sanità pubblica, depotenziamento delle dotazioni di personale, incremento dello stanziamento a favore della sanità privata e convenzionata, attraverso un nuovo ambulatorio di cui non si conosce ancora l’operatività, ovvero le attività, i giorni di apertura, gli orari e il personale assegnato?

A noi risulta che il Polo ospedaliero Colleferro-Palestrina, da quando è stato istituito, ha al suo passivo la perdita (per la seconda volta) dei reparti materno-infantili, assegnati a Tivoli, e una gestione cartacea che non è riuscita a realizzare nei fatti l’integrazione delle attività ospedaliere erogate. E che fine ha fatto il riconoscimento del pronto soccorso di Colleferro come DEA (Dipartimento di Emergenza Urgenza e Accettazione) di II livello?

Gli stessi Comuni nella Conferenza dei Sindaci non si sono riuniti per affrontare il problema delle scelte aziendali, dell’informazione al pubblico, del miglioramento dell’accessibilità alle cure, dei risultati della riorganizzazione e gestione del Polo ospedaliero, né hanno voluto “concedere” un confronto ai rappresentanti dei Comitati locali.

Un altro anno si chiude in perdita: nessuno dei problemi reali dello scorso anno è stato risolto e ormai il rinnovo del Consiglio regionale rende ancor più inutile, se possibile, qualunque tentativo di dialogo con le forze politiche al governo della Regione.

Auguriamo buon 2023 a tutti gli operatori del Polo ospedaliero, impegnati a garantire un servizio essenziale ai cittadini. anche nei giorni festivi.

Gabriella Collacchi, Portavoce e Ina Camilli, Coordinatore del Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro”      –  Coordinamento territoriale