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Ponte Lupo rinasce: lavori per la riqualificazione del gigante dell’acqua prenestino

a cura della redazione

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Un tesoro delle campagne romane si prepara a tornare fruibile al pubblico. Proseguono infatti gli interventi di recupero e valorizzazione di Ponte Lupo, lo straordinario acquedotto-fortilizio romano situato a Gallicano nel Lazio , destinato a diventare uno dei poli più importanti del patrimonio archeologico dell’area est della Capitale.

I lavori in corso sono stati finanziati grazie alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), nell’ambito di un intervento coordinato dalla Soprintendenza Speciale di Roma e dal Ministero della Cultura. Un risultato importante che arriva anche grazie all’impegno costante portato avanti per oltre quindici anni dall’Associazione Ponte Lupo e da Urbano Barberini, proprietario della tenuta che ospita il monumento e principale promotore del lungo percorso di recupero e rilancio del sito.

Lunedì 8 giugno si è svolto un sopralluogo nel cantiere alla presenza del presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, Federico Mollicone, del presidente del VI Municipio, Nicola Franco, e dello stesso Urbano Barberini. L’incontro ha consentito di verificare lo stato di avanzamento dei lavori, che procedono secondo il cronoprogramma previsto, e di confrontarsi sulle future iniziative di tutela, valorizzazione e divulgazione del sito.

Al termine degli interventi, Ponte Lupo sarà più accessibile ai visitatori, offrendo al pubblico la possibilità di conoscere da vicino una delle testimonianze più suggestive dell’ingegneria romana. Il progetto punta infatti a restituire piena visibilità a un monumento unico nel suo genere, capace di raccontare secoli di storia e di innovazione.

Il sopralluogo è stato anche l’occasione per discutere nuove strategie di promozione culturale, comprese iniziative di rievocazione storica e attività didattiche dedicate alla scoperta del sito. «Ponte Lupo non è solo un acquedotto-fortilizio unico nel suo genere, ma un simbolo di bellezza e funzionalità», hanno sottolineato Federico Mollicone e Nicola Franco. «Insieme al Parco Archeologico di Gabii e agli altri importanti siti del quadrante, potrà costituire un vero e proprio distretto archeologico rurale».

I due rappresentanti istituzionali hanno inoltre espresso apprezzamento per il lavoro svolto dalla Soprintendenza Speciale di Roma, evidenziando come il recupero di Ponte Lupo rappresenti una straordinaria opportunità di valorizzazione del territorio. «Ponte Lupo e la sua storia sono un patrimonio materiale e immateriale da promuovere insieme al territorio, come simbolo di un riscatto culturale che unisce la grandezza della storia romana alla qualità della vita dei cittadini», hanno dichiarato.

Un riconoscimento particolare è stato rivolto a Urbano Barberini e all’Associazione Ponte Lupo – Il Gigante dell’Acqua, protagonisti di una lunga attività di sensibilizzazione e tutela che ha consentito di mantenere alta l’attenzione su questo straordinario bene archeologico.

L’obiettivo finale è quello di garantire piena fruibilità e accessibilità al sito, integrandolo in una rete di percorsi turistici e didattici alternativi capaci di generare quella che gli amministratori definiscono una vera e propria “economia della bellezza”, con ricadute positive per la comunità locale e per l’intero patrimonio culturale dell’area romana.