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Positivo al Covid-19, solo e con due cani. La storia di Fabio, infermiere del 118


Ha chiesto aiuto alle associazioni animaliste e alle istituzioni locali per prendersi cura dei suoi amici a quattro zampe

E’ chiuso in casa da quasi due settimane perché positivo al coronavirus. Vive da solo insieme a Paddy e Ares, i suoi due cani, un levriero e un bassotto quest’ultimo paralizzato agli arti inferiori e si muove con l’ausilio di un carrellino. Vista la sua positività non può portarli fuori e nonostante abbia chiesto aiuto alle varie associazioni animaliste presenti sul territorio nessuno si è fatto avanti.

Paddy e Ares, i due cani di Fabio

È, in sintesi, la denuncia del disagio e del disservizio di Fabio, infermiere del 118 di Tivoli originario di Olevano Romano e residente a Gallicano nel Lazio da luglio di quest’anno. Dal 2 dicembre è risultato positivo al Covid-19 e da qui è iniziata la sua odissea: dopo aver comunicato alla famiglia che si trova ad Olevano la sua positività, il gestore della linea telefonica gli stacca l’utenza, lasciandolo in uno stato di completo isolamento. Via social riesce a contattare la Farmacia Stazi di Gallicano che lo mette subito in contatto con la signora Sabrina, volontaria della Croce Rossa Italiana locale. E’ lei la sua ancora di salvezza: si reca da lui, gli fa la spesa, la ricarica telefonica, gli porta i medicinali e lo aiuta per quel che può con i cani tenuti nel piccolo giardino di 5mq di cui dispone l’appartamento.

Fino al giorno prima in cui ho scoperto di aver contratto il coronavirus mi sentivo chiamare eroe per via del mio lavoro – dichiara Fabio -. Ma quale eroe se poi quando ci si ammala le istituzioni si girano dall’altra parte? Ho contattato le istituzioni ma non hanno fatto nulla per aiutarmi. Se non fosse stato per la Farmacia Stazi e per la signora Sabrina, volontaria della CRI, non so davvero come avrei fatto. Il senso di abbandono che ho provato in questi giorni e la percezione dell’indifferenza da parte delle istituzioni verso chi ha bisogno di assistenza e di risposte, sono le cose che mi hanno fatto più male: l’egoismo e l’ignoranza uccidono più di questo brutto virus, questa è la triste realtà.

colle martino

Per fortuna Fabio ora sta meglio, la terapia di cortisone, leparina e antibiotico ha fatto effetto e non vede l’ora di sottoporsi nuovamente a tampone per uscire definitivamente da questo brutto incubo. La sua preoccupazione più grande è stata in questi giorni soprattutto per i suoi adorati compagni di vita. Cani e gatti seguono il destino dei proprietari anche nella malattia e non smettono di avere bisogno di cure anche quando gli amati padroni sono positivi al Covid – 15 o in isolamento volontario. Sarebbe quindi importante che chi di dovere attivi una serie di misure per gestire correttamente le esigenze dei quattro zampe di casa, anche perchè gli animali domestici non passano il virus all’uomo, non ci sono evidenze di trasmissione. Ci sono tre casi al mondo di animali di proprietà contagiati, tra questi un gatto in Belgio, su un milione e mezzo di persone positive censite. L’attenzione verso i proprietari di cani in quarantena senza sostegno familiare è doverosa per il benessere degli animali e la tranquillità dei loro padroni che già stanno affrontando un momento di estrema difficoltà.

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