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Il ritorno della puzzola nei Monti Prenestini. Le incredibili immagini

a cura di Roberto Frezza (post Facebook)

Dopo oltre 10 anni di monitoraggio faunistico tramite fototrappolaggio, arriva un’altra gradita sorpresa.

Fino ad oggi non si disponeva di prove certe della presenza della puzzola (Mustela putorius) nei Monti Prenestini. 

Grazie alla passione ed all’impegno di Sergio Pasquali ecco le prime immagini di questo elusivo mustelide.

Una nuova specie entra di diritto nel già ricco elenco faunistico dei monti prenestini, testimoniandone ancora una volta la reale e potenziale biodiversità.

La puzzola

La puzzola ha un corpo cilindrico ed allungato (Lungh. Testa-corpo: 32-59), arti corti, testa piccola ed appiattita con orecchie corte e una tipica mascherina facciale bianca che circonda occhi e bocca. Il colore del mantello è bruno-nerastro e nero, più chiaro sui fianchi.

La Puzzola può vivere in habitat molto diversi, dagli ambienti umidi alle aree montane forestali e a quelle agricole, fino ad ambienti antropizzati, dove a volte utilizza le abitazioni umane come rifugi diurni.

E’ tuttavia necessario che disponga di ambienti con fitta copertura vegetale per cacciare e per il riposo diurno (Rondinini et al. 2006). Caratteristica di questa specie sembra comunque essere una generale preferenza per gli ambienti umidi, le rive dei fiumi, dei fossi e degli specchi d’ acqua (A.M. De Marinis in Boitani et al. 2003).

Non sono disponibili dati sullo status delle popolazioni italiane, la generale riduzione degli avvistamenti e delle segnalazioni della specie sembra tuttavia indicare un sensibile decremento delle popolazioni, che potrebbe essere legato al degrado cui sono stati soggetti molti corsi d’acqua e molte zone umide (A.M. De Marinis, P. Genovesi in Boitani et al. 2003).

Elencata nell’allegato II della Convenzione di Berna (1979) e nell’appendice V della direttiva Habitat (92/43/CEE). In Italia è protetta dalla legge 157/92 sulla caccia. E’ presente in aree protette. Valutata Least Concern dallo European Mammal Assessment (Temple & Terry 2007). Le scarse conoscenze sull’ ecologia di questa specie non consentono di definire una strategia per la sua conservazione, che appare legata ad una più efficace protezione ed al recupero degli habitat ad essa idonei (A.M. De Marinis, P. Genovesi & M. Spagnesi in Spagnesi & Toso 1999).