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fonte santo stefano

Quando Papa Pio II preferì l’acqua di Cave al vino di Paliano

a cura della redazione

 

Non curò soltanto Michelangelo la Fonte di Stanto Stefano di Cave ma è protagonista anche di un curioso aneddoto storico con protagonista un Papa.

Alla metà di settembre del 1461 Papa Pio II era stato invitato dal primo Commendatario dell’Abbazia di Subiaco, cardinale Giovanni di Torquemada, a visitare il celebre monastero.

 

Il pontefice, in quei giorni in vacanza a Tivoli, ritenne opportuno accettare l’invito, perché c’erano motivi politici che spingevano entrambi ad incontrarsi: sancire la rappacificazione tra le diocesi di Subiaco e quella di Tivoli (alleata di Farfa) a lungo ostili per via della giurisdizione spirituale e del possesso di alcuni paesi e territori della Valle dell’Aniene.

La visita durò un paio di giorni e, per tornare a Tivoli , il papa con tutto il suo apparato di cortigiani, prese la strada di Roiate e scese in territorio di Paliano «all’osteria d’Abasso», in località la Bufola, dove gli venne incontro una delegazione di palianesi con il cardinale Prospero Colonna, il fratello Antonio prefetto di Roma, ed altri suoi nipoti. Il papa gradì l’omaggio. «Li detti signori Colonnesi – annota Giovanni Tucci Savo nel suo manoscritto – s’offrirono in aiuto di Sua Santità, che allora aveva guerra col Duca di Sora, ed invitarono il Papa ad entrare in Paliano, il quale per vari rispetti rifiutò l’invito e se ne andò a Cave». Qui, secondo alcuni autori, si fermò alla Fonte di Santo Stefano che era in consegna ai padri Agostiniani, dove usufruì dell’acqua le cui proprietà terapeutiche erano note fin dai tempi più antichi.

A 56 anni d’età, la salute del papa umanista non era buona: affetto da gotta e da altri acciacchi, Pio era consapevole del proprio precario stato di salute, e forse proprio per questo motivo si buttò anima e corpo a realizzare un vasto piano di riforme e alla creazione della grande coalizione europea volta a scacciare i turchi da Costantinopoli.

Nel 1464 credette di poter proclamare la guerra santa, sperando di trascinare col suo esempio i principi cristiani. La morte lo sorprese ad Ancona, dove attendeva invano le navi e le truppe per la crociata. Era la vigilia della festa di Maria Assunta in Cielo in onore della quale aveva dedicato la luminosa cattedrale di Pienza.

(fonte: Zibaldonewsblog)