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Rocca di Cave, il paese si stringe per ricordare lo scampato eccidio


In un territorio diviso e sotto assedio, l’Armata tedesca decise di fucilare gli abitanti maschi. Poi accadde il “miracolo”

Il 7 febbraio 1944, Rocca di Cave visse uno dei momenti più tristi della sua storia. In un territorio diviso e sotto assedio, l’Armata tedesca decise di fucilare gli abitanti maschi a seguito di un’imboscata in cui erano morti alcuni soldati nazisti. 

Com’era nei disumani sistemi degli occupanti, per ogni soldato tedesco ucciso dovevano morire dieci italiani. Così avvenne ad esempio a Palestrina nel tristemente conosciuto episodio degli XI Martiri e così avvenne in alcuni comuni dei Castelli e della provincia romana. Qui a Rocca di Cave però l’esecuzione fu improvvisamente sospesa e l’assedio tolto. In quelle ore frenetiche giocò un ruolo chiave il parroco Guido Croce del Santuario della Madonna della Neve che accolse in chiesa donne e bambini. Qualcuno gridò al “miracolo” e forse non a torto visto la disumanità nei rapporti di quegli anni così drammatici per l’intera storia dell’Umanità.

A ricordo di quell’episodio ogni anno si tiene a Rocca di Cave una commemorazione che vuole essere come una festa e allo stesso tempo un ricordo di quello che è stato, per non ripetere gli errori del passato. Domenica 9 febbraio alle 11,30 si terrà la messa di ringraziamento nella chiesa di San Nicola e a seguire l’omaggio floreale della sindaca avv. Gabriele Federici presso la chiesa della Madonna della Neve.

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