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Salvo il Ponte Sant’Antonio, terminati i lavori di messa in sicurezza


Urge un intervento ben più profondo e costoso per il restauro completo

Con un anticipo di 60 giorni rispetto ai 120 previsti, sono terminati i lavori di messa in sicurezza dell’arcata centrale di ponte Sant’Antonio. Come testimoniano le immagini dell’Alp riprese con il drone, l’arcata è stata “fasciata” e ingabbiata per evitare un crollo strutturale catastrofico e l’intero monumento è sottoposto ad un continuo monitoraggio.


Le immagini testimoniano purtroppo la gravità della lesione e la necessità improcrastinabile di un intervento ben più profondo e costoso per il restauro completo di questo monumento unico al mondo, come già evidenziato dalla Soprintendente Eichberg e dai suoi funzionari, primo fra tutti il funzionario-archeologo, Zaccaria Mari.
Alla Soprintendenza e al Mibact, che in un periodo così particolare per la storia del paese, hanno comunque assicurato impegno, capacità e tempi di esecuzione degli interventi veramente straordinari, ALP e tutta la comunità comprensoriale, chiede ora di assicurare i finanziamenti e gli interventi indispensabili ed opportuni.

Siamo in presenza di un bene inestimabile e ogni ritardo sarebbe ingiustificabile. ALP, con il consueto spirito di cooperazione con gli enti preposti, è pronta e sta pianificando tutte le iniziative tese a garantire all’ingente patrimonio storico-archeologico dell’Agro Tiburtino-Prenestino le attenzioni e l’interesse che merita dalle istituzioni preposte.