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San Cesareo: da tre mesi vive in macchina con la madre novantenne. Tutto il paese si mobilita

Dormono rannicchiati sui sedili di una vecchia Alfa 155 da circa tre mesi, scaldandosi dal freddo della notte con qualche coperta e azionando ogni tanto il riscaldamento dell’auto. Dopo lo sfratto, un uomo di circa sessant’anni e sua madre, ultranovantenne, vivono all’interno della loro automobile, parcheggiata ai bordi di via dei Visoni in località Colle Nobeletto, a San Cesareo.

L’Alfa 155, alloggio di fortuna dei due anziani

È una storia di quelle che siamo soliti ascoltare in tv. Una storia di disagio sociale in cui la dignità umana è schiacciata dal peso delle difficoltà che la vita presenta. In paese si è scatenata una vera e propria gara di solidarietà: Caritas, Servizi sociali, Croce Rossa, Protezione civile, Vigili urbani, Azione Cattolica, Proloco e tanti semplici cittadini di San Cesareo si sono subito attivati per aiutarli, portando pasti caldi e parole di conforto.

I due non vogliono aiuto, dicono di stare bene ma forse dietro questo non volere e chiedere nulla si nasconde il timore del figlio di vedersi portare via la madre. “I servizi sociali – scrive su facebook la signora Giada, che li ha avvicinati e parlato con loro – li avrebbero messi in due posti differenti e visto che vivono in simbiosi hanno deciso di vivere così”.

E sempre su facebook la signora Ramona scrive: “Rivogliono indietro le loro cose rimaste nella casa dove li hanno sfrattati. Qualcuno li ascolti”. La casa dove hanno vissuto per anni è a Rocca Priora, ma l’ultima residenza dei due risulta essere a Palestrina. Nell’attesa che le istituzioni competenti (Servizi sociali di Palestrina e Asl Roma 5) predispongano le procedure necessarie a dare un’adeguata assistenza ad entrambi, la signora Giorgia Malavasi ha contattato “Le Iene” e ricevuto risposta dal giornalista Matteo Viviani interessato alla vicenda. Una storia triste che ci auguriamo possa presto avere un lieto fine ma da cui emerge qualcosa di molto positivo: il cuore grande di una comunità che non è disposta a restare a guardare.

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