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San Cesareo dice addio ad un altro gigante

a cura della redazione

Domani, martedì 9 luglio, a causa di un parassita letale, sarà abbattuto uno dei cedri del Libano di San Cesareo, per l’esattezza l’esemplare n.69 (numerazione del censimento eseguito dalla XI^ Comunità Montana del Lazio), situato nell’area verde tra la Polizia locale e la Biblioteca Comunale M. Adabbo.

L’albero in oggetto è stato esaminato insieme agli altri sette esemplari di cedro, da un esperto agronomo incaricato dall’Ente lo scorso novembre nell’ambito del provvedimento di “Interventi di conservazione del patrimonio arboreo monumentale del Comune di San Cesareo”.

L’indagine ha consentito di accertare – mediante valutazione visiva e strumentale – che l’esemplare n.69 è stato attaccato dal patogeno lignivoro Armillaria mellea, un fungo parassita degli alberi che si nutre di legno, in grado di destabilizzare la statica dell’albero mettendo a rischio l’area sottostante e di portare a morte certa l’albero.

“Ai fini della pubblica sicurezza l’intervento si rende purtroppo necessario – commenta la Sindaca Alessandra Sabelli. – E’ un provvedimento che ci rattrista moltissimo per tutto ciò che il cedro del libano rappresenta: l’emblema di San Cesareo, il nostro stemma comunale e la nostra storia, ma non ci sono altre strade percorribili”.

“Una volta completata la rimozione dell’albero ci impegneremo a bonificare l’area e a sostituire il cedro abbattuto con una nuova alberatura, contribuendo così alla continuità del nostro patrimonio verde – dichiara l’Assessore all’Ambiente Stefano Sabbatucci. – Abbiamo inoltre deciso di recuperare il legno del cedro abbattuto per creare una scultura che ne celebri il valore e l’importanza per San Cesareo.

Ci impegniamo a trasformare questa triste necessità in un’opportunità per promuovere l’identità del nostro Comune, la sostenibilità e l’arte, mantenendo vivo il ricordo del nostro amato cedro del Libano”.