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San Cesareo: il paese si ferma per l’ultimo saluto all’ex sindaco Panzironi

Un ultimo saluto al sindaco storico di San Cesareo, Pietro Panzironi scomparso il giorno di ferragosto dopo il ricovero nell’ospedale di Palestrina per una polmonite. Una folla silenziosa e commossa si è radunata oggi pomeriggio alle ore 15.30 nella chiesa di San Giuseppe a San Cesareo. Intorno al feretro l’abbraccio dei familiari, delle autorità civili e religiose, dei sindaci del territorio, degli amici di sempre, delle persone comuni. Toccante il discorso pronunciato in chiesa dal consigliere Massimo Mattogno, assessore e vicesindaco nella passata amministrazione.

Descrivere Pietro in pochi minuti è cosa impossibile. Io lo conoscevo dal 1990, anno dell’elezione del primo consiglio comunale di San Cesareo dopo l’autonomia per la quale si è battuto e impegnato. Non sempre siamo stati dalla stessa parte politica in questi 30 anni, ma c’è sempre stato rispetto reciproco. Negli ultimi dodici anni ho avuto invece il piacere di collaborare con lui mentre svolgeva l’incarico di Sindaco e ho potuto conoscere meglio i lati del suo carattere. Pietro non amava la dialettica raffinata, non era un uomo di tante parole ma di fatti concreti: mentre noi “perdevamo tempo” a scrivere le delibere, lui era sul cantiere o per strada a fare sopralluoghi e risolvere i problemi da quelli semplici a quelli più complessi. Se mancava un parere di qualche istituzione sovracomunale lui partiva e andava a sollecitare per mandare avanti le opere pubbliche. Non gli mancava però quella sensibilità politica per guardare al futuro e pensare a risolvere anche i grandi problemi non solo i piccoli. Aveva chiaro un concetto: tutto doveva essere diretto al miglioramento di San Cesareo e dei sancesaresi il prima che sia possibile. Ottimo il rapporto con i dipendenti, che saluto e vedo qui presenti. Si rivolgeva con tutti nei giusti modi senza invadere le loro competenze; e con il sorriso, una battuta scherzosa e semplice buon senso otteneva da loro il massimo, senza dover usare l’autorità che pure gli competeva. Quando qualcuno metteva in discussione l’autonomia o i diritti di San Cesareo diventava un leone. A questo proposito leggo alcune testimonianze pervenute questi giorni via social. Una è dell’ex sindaco di Montecompatri Avv. Marco De Carolis con cui era andato insieme, ad un incontro presso la Città Metropolitana di Roma, che voleva acquisire i beni demaniali dell’ ex ferrovia Cotralandò ovviamente per difendere tali beni e acquisirli al patrimonio del comune, come poi è avvenuto ed è stata una battaglia vinta da Pietro. A questo proposito MDC dice: “Non posso non ricordare un episodio, eravamo insieme ad una riunione presso la Città Metropolitana di Roma, nel difendere la tua comunità e quelle dell’intero territorio della Provincia Sud, sei stato protagonista di un intervento pieno di passione, determinazione e amore per la tua comunità. Avrebbero dovuto vederlo i tuoi concittadini per comprendere la fortuna che avevano ad avere un sindaco come te“. Ma quello che più mi ha colpito di Pietro, era il suo gran cuore: chiunque lo incontrasse al comune o per strada e avesse bisogno di aiuto, lui era sempre pronto a dare una mano concreta, oltre che una buona parola o un sorriso. La sig.ra Anna cita una sua esperienza che testimonia il buon cuore di Pietro “andai al comune a chiedere una borsa di studio o un contributo per i libri di mio figlio alle superiori….mi risposero che la Regione non ne elargiva. Visto che non avevo soldi per comprarli dissi all’assistente sociale che non l’avrei mandato a scuola. Venuto a saperlo Pietro mi fece passare il pomeriggio dopo. Mi diede 200 euro di tasca sua. Gli dissi che come avessi cominciato a lavorare glieli avrei restituiti …mi rispose : “manda tuo figlio a scuola, mi ricompensi così. Questo è solo uno dei tanti episodi che testimoniano il buon cuore di Pietro che voglio ricordare come il Sindaco al servizio della gente e dal Gran Cuore. Pietro questa tua dipartita inaspettata e precoce ci induce a farci tante domande sul senso della vita e sull’impegno pubblico terreno. Sono tanti i perché e i percome, ma alla fine io credo che se un senso ha la vita al di là degli affetti e delle relazioni che purtroppo prima o poi si lasciano, conta quello che di buono hai fatto per il prossimo e se hai reso il tuo mondo migliore. E tu questo lo hai fatto. Se esiste un Dio buono -come esiste e io ci credo che nel soppesare con la bilancia quello che hai fatto di buono o di meno buono nella vita (perché capita anche questo, siamo uomini), sicuramente la bilancia penderà dalla parte di quelle buone e per questo prego e preghiamo tutti che tu possa presto raggiungere il cielo e riposare finalmente in pace. Ciao Pietro!

Ad officiare la messa Don Guido, parroco del paese. La salma ora riposa al cimitero di San Cesareo.

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