“La nostra piccola follia per San Cesareo”: Gianni Lepore racconta la scelta di cuore dietro la rinascita del Parco della Villetta
a cura della redazione
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C’è un momento in cui un’azienda smette di ragionare soltanto come azienda e inizia a chiedersi cosa possa fare per il luogo in cui è nata, lavora e cresce.
Per Tecnogreen, realtà di San Cesareo attiva nel settore delle energie rinnovabili, quel momento è arrivato guardando il Parco della Villetta.

Un luogo che non ha bisogno di presentazioni per chi vive il paese: bambini, famiglie, ragazzi e anziani lo frequentano da sempre. È uno spazio di incontro, a ridosso del centro scolastico, parte della quotidianità della comunità. Ed è proprio osservando quel parco, così vissuto ma allo stesso tempo bisognoso di un intervento profondo, che è nata una domanda.
“Noi, come azienda ma soprattutto come persone che vivono questo territorio, cosa possiamo fare per il nostro paese?”

Da quella domanda è nata una scelta tutt’altro che scontata: partecipare al bando per l’adozione della principale area verde di San Cesareo e decidere non soltanto di prendersene cura, ma di investire concretamente nella sua riqualificazione.
Una scelta che Gianni Lepore, titolare di Tecnogreen nonché direttore dell’intervento, definisce con una parola che dice molto più di qualsiasi cifra: follia.

“Se guardassimo soltanto ai numeri, probabilmente un intervento del genere non lo avremmo mai fatto. È una piccola follia, ma è una follia alla quale teniamo tantissimo”.
Perché proprio la Villetta?
La domanda sembra semplice, ma la risposta racconta molto del rapporto che l’azienda ha con San Cesareo.
“Il Parco della Villetta è un luogo che conosciamo tutti. Lo vediamo vivere ogni giorno, ci passano le famiglie, ci giocano i bambini, lo attraversano i ragazzi. Quando hai davanti agli occhi un posto così importante per la comunità e ti rendi conto che avrebbe bisogno di essere valorizzato, è inevitabile chiederti se puoi fare qualcosa”.

È un ragionamento che richiama, in qualche modo, una delle frasi più celebri di John F. Kennedy: non chiedersi soltanto cosa possa fare il proprio Paese per noi, ma cosa possiamo fare noi per il nostro Paese.
“Ci siamo fatti una domanda molto semplice: noi cosa possiamo fare per San Cesareo? Non volevamo limitarci a fare qualcosa che avesse un ritorno immediato per noi. Volevamo lasciare qualcosa al paese”.

Ed è forse proprio questo il punto più importante di tutta la storia.
Non un’aiuola, non un piccolo spazio verde, non un intervento simbolico.
Un intero parco.
Una scelta che va oltre i numeri
L’impegno assunto da Tecnogreen è importante, anche dal punto di vista economico e organizzativo. L’azienda ha messo a disposizione risorse, uomini, mezzi, tempo e competenze per un intervento che punta a cambiare profondamente l’aspetto e la fruibilità dell’area.

Ma parlare soltanto di investimento rischierebbe di raccontare solo una parte della storia.
“Un’impresa non cresce da sola. Cresce insieme alle persone e al territorio che la circondano. Per questo crediamo che una parte di ciò che abbiamo costruito debba tornare alla comunità”.
È questo il principio che, secondo Lepore, ha dato senso alla scelta.
“Non volevamo mettere il nostro nome su qualcosa. Volevamo fare qualcosa che rimanesse davvero al paese: un luogo bello, vivo e sicuro, nel quale vedere giocare i bambini e incontrarsi le famiglie”.
E c’è un’immagine, più di altre, che sembra rappresentare il vero obiettivo del progetto.
“Quando passeremo davanti alla Villetta e la vedremo piena di bambini, credo che sarà quello il momento in cui capiremo davvero il valore di quello che abbiamo fatto”.
Anche il tempo racconta quanto il progetto fosse importante
I lavori sono stati concentrati nel periodo estivo, quando la chiusura delle scuole e il minor utilizzo del parco permettevano di ridurre al minimo i disagi per la cittadinanza.
Una scelta organizzativa, certo, ma anche un piccolo dettaglio che racconta lo spirito con cui il progetto è stato affrontato.
Per riuscire a partire rapidamente e accelerare la conclusione dei lavori, alcune persone di Tecnogreen hanno rinunciato o ridotto anche alcuni giorni di ferie.
“Abbiamo scelto di partire in estate perché era il momento in cui avremmo creato meno disagi. Qualcuno di noi ha rinunciato anche a qualche giorno di ferie, ma non lo abbiamo vissuto come un sacrificio: avevamo tutti voglia di partire e di vedere questo progetto prendere forma”.
Non c’è enfasi, né il desiderio di trasformare questo aspetto in un merito da rivendicare. Piuttosto, il racconto di un gruppo di persone che ha sentito il progetto come qualcosa di proprio.
Fare le cose bene significa anche scegliere le competenze giuste
Per la realizzazione dell’intervento Tecnogreen ha scelto di collaborare con GDG Garden di Roma, realtà con esperienza specifica nella realizzazione e nella riqualificazione di parchi e aree verdi.
Anche questa scelta nasce dalla volontà di affrontare il progetto con la massima attenzione.
“Quando tieni davvero a un progetto, devi anche avere l’umiltà di cercare le competenze migliori. Per questo abbiamo scelto di lavorare insieme a GDG Garden”.
L’obiettivo, spiega Lepore, non era semplicemente terminare i lavori e arrivare al giorno dell’inaugurazione.
“Volevamo che ogni scelta fosse fatta pensando non soltanto a come sarebbe apparso il parco il giorno dell’inaugurazione, ma soprattutto a come sarebbe stato vissuto negli anni successivi”.
È una differenza importante: non costruire qualcosa soltanto perché sia bello da vedere, ma perché possa essere utilizzato, vissuto e apprezzato nel tempo.
La Villetta cambia volto
Il progetto è ormai nella fase conclusiva e prevede una trasformazione significativa dell’area.
Sono stati realizzati interventi sugli strati e sulla superficie, con una soluzione drenante, oltre al rifacimento delle aiuole e alla posa dell’erba sintetica. Il progetto comprende inoltre una nuova illuminazione e l’installazione di nuovi lampioncini.
Elementi tecnici che, messi insieme, hanno un unico obiettivo: restituire alla comunità uno spazio più bello, funzionale, accogliente e soprattutto sicuro.
Ma, alla fine, sono proprio le persone a rappresentare il motivo per cui tutto questo è iniziato.
Perché dietro il rifacimento di una superficie, una nuova aiuola o un nuovo punto luce c’è una domanda molto più semplice: come vorremmo trovare questo posto tra qualche anno?
La risposta di Tecnogreen sembra essere altrettanto semplice.
“Vorremmo che fosse un posto in cui le famiglie hanno piacere di fermarsi, in cui i bambini possono giocare e in cui le persone si sentono bene. Se alla fine avremo contribuito a questo, allora ne sarà valsa la pena”.
Forse è proprio qui che si comprende il senso di quella “piccola follia”.
Non tutto ciò che vale può essere misurato soltanto in termini economici. A volte un investimento ha un valore diverso: quello di restituire qualcosa al luogo che ti ha visto crescere.
E per Tecnogreen, oggi, quel qualcosa ha il volto del Parco della Villetta.
Un parco che non vuole essere soltanto un progetto concluso, ma un luogo da riconsegnare alla sua comunità.