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San Cesareo rivuole il suo Comandante. Raccolta firme per il M.llo Esposito (video all’interno)


I cittadini si sono costituiti in comitato e hanno allestito un gazebo nell’area del mercato dove sottoscrivere l’appello

È in corso in questi giorni a San Cesareo, una raccolta firme per chiedere a gran voce il ritorno del M.llo Daniele Esposito, in servizio a San Cesareo da 27 anni e al comando della locale stazione dei Carabinieri negli ultimi 15 anni.

Un ufficiale benvoluto e stimato da tutti, una condotta impeccabile, nessun neo nella sua carriera eppure a luglio 2020 gli è stato imposto d’autorità di lasciare la sede di lavoro entro 24 ore, senza alcun preavviso per essere trasferito presso un altro Comando al centro di Roma.

Un trasferimento le cui motivazioni non sono state rese note, e i cui tempi non rispettano il normale iter amministrativo che prevede un arco temporale di 90 giorni per la costituzione delle parti allo scopo di valutare le circostanze del caso.

In un’intervista rilasciata a wordnews.it, il segretario generale aggiunto del sindacato dei militari, Grazioso Cosentino ha dichiarato “Posso dire che stiamo seguendo la vicenda, per ora ancora poco chiara, di un trasferimento effettuato d’autorità e che non rispetta in alcun modo le procedure previste per i dipendenti pubblici”.

I cittadini di San Cesareo si sono costituiti in comitato e, guidati dal signor Ivano Di Meo, hanno allestito un gazebo nell’area del mercato per raccogliere quante più firme. “Rivogliamo il M.llo Daniele Esposito come Comandante dei Carabinieri di San Cesareo – dichiara Di Meo -. Ha sempre fatto del bene, si è sempre prodigato verso il prossimo, giusto di cuore e soprattutto onorato in divisa. Vogliamo essere con lui, soprattutto per una questione di giustizia, ha fatto tanto per il nostro paese e non lo lasceremo solo in questa battaglia”.

Il M.llo Daniele Esposito è uno dei testimoni nel procedimento penale, da parte della Procura Militare, a carico di Riccardo Casamassima, il carabiniere che – con la sua testimonianza – ha evitato l’archiviazione del processo per la morte di Stefano Cucchi e grazie alla quale la Corte d’Assise di Roma ha condannato i carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro a 12 anni di reclusione.

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