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I 150 anni di San Vito Romano

Oggi ricorre il 150° anniversario della denominazione di San Vito in San Vito Romano.

L’Amministrazione Comunale ricorda questa importante ricorrenza con due iniziative, una digitale ed una cartacea.
Per lasciare un ricordo tangibile della ricorrenza saranno disponibili presso gli esercizi commerciali sanvitesi delle cartoline celebrative riportanti il Decreto Regio di Vittorio Emanuele II con cui si ufficializza la nuova denominazione per il nostro comune. Tutte le cartoline saranno distribuite gratuitamente.
a Labico

All’interno del sito Istituzionale è stata create un’apposita sezione celebrativa dell’evento con la ricostruzione storica dei fatti a cura della Dottoressa Irene Quaresima in cui sono raccolti anche i documenti originali quali il verbale di Consiglio Comunale ed il Decreto Regio di istituzione della denominazione San Vito “Romano”.

San Vito Romano: 150 anni dal decreto istitutivo

Il 1872 è noto, in letteratura, come l’anno in cui Giovanni Verga si trasferì a Milano per approfondire i contatti con la Scapigliatura ed avere una più completa conoscenza del panorama europeo: diventò a breve il più significativo autore del Verismo con le sue opere di indiscusso valore stilistico e sociale. La fine di aprile del 1872 si ricorda però anche per una delle più spettacolari eruzioni del Vesuvio, che rappresentò la fase finale di un periodo di attività iniziato nei due anni precedenti. Il Regno d’Italia, appena proclamato, vantava già fatti di notevole portata storica e, nello scorrere di quei grandi eventi, nel nostro piccolo borgo ad Est di Roma si decise di portare in Consiglio Comunale la proposta di attribuire il nome «Romano» al toponimo S. Vito. Mentre quest’ultimo, secondo la tradizione, venne attribuito in epoca medievale in onore della piccola edicola dedicata al Santo, posta sulla sommità del colle su cui ora sorge la chiesa, il toponimo «Romano» risale ad avvenuta unità d’Italia, in epoca molto più recente e documentata.Nell’assoluto accordo di tutto il consesso, riunito il Consiglio Comunale il 14 aprile 1872, non si ebbe alcun astenuto ed alcun voto contrario alla proposta discussa all’ordine del giorno di dare al toponimo S. Vito un elemento caratterizzante, per organizzare al meglio il servizio della corrispondenza, volendo la Direzione Provinciale delle poste istituirvi un ufficio postale.

«Perché però un tale ufficio possa procedere con tutta quella regolarità che si desidera sembrami necessario di provvocare un Decreto Reale perché venga aggiunto a questo nostro Comune un appellativo con cui distinguerlo con altre località dello stesso nome di S. Vito, che tra Comuni e Frazioni ne esistono nel nostro Regno quarantasette, e così evitare i gravissimi sconci che si potessero verificare nella trasmigrazione delle nostre corrispondenze».

Si votò per l’ appellativo «Romano», che poté senz’altro essere il migliore per la vicinanza a Roma, Capitale del Regno fin dal 1871.

Qualche settimana più tardi, con il Regio Decreto dato a Napoli il 16 maggio 1872, richiamata la legge 20 marzo 1865, che definì gli aspetti organizzativi del Regno d’Italia all’indomani dell’unità nazionale, e richiamata la deliberazione di Consiglio Comunale del 14 aprile, S. Vito in provincia di Roma venne autorizzato dall’allora Re Vittorio Emanuele II ad assumere la denominazione di S. Vito Romano, della quale in questo 2022 ricorrono i primi 150 anni e che si vogliono celebrare attraverso una sintesi dei fatti e delle ragioni storiche che ne valorizzano il significato e che ne rendono solida l’autenticità.

Dottoressa Irene Quaresima

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