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Sant’Antonio, tradizione rispettata con la sola neve a fare da cornice alla festa


A Palestrina una festa senza le tradizionali sfilate. Le associazioni ricordano il rito


Un ‘edizione insolita, senza i consueti raduni di associazioni e amici, le sfilate di cavalli, animali e trattori, i pranzi e le cene conviviali: solo la neve ha fatto da cornice a una delle feste più sentite nel territorio dei Monti Prenestini. Alla presenza del sindaco della città di Palestrina, Mario Moretti si è svolto il tradizionale rito dello scambio della bandiera e dei fiocchi con la consegna delle targhe alle associazioni di carrettieri, mulattieri e bovari che con devozione portano avanti questa tradizione millenaria. Un piccolo corteo ha poi sfilato verso la chiesa di Sant’Antonio.

Estrazione delle Famiglie che ospiteranno l’immagine del santo per tutto l’anno 2021, accensione e benedizione del Fuoco di S. Antonio, premiazione dei vincitori della riffa organizzata dalla Confraternita Della Santa Croce . Questi i momenti che hanno scandito la giornata tra Palestrina e Carchitti.

Tra le Famiglie estratte per ricevere il quadro del santo, il Gruppo dei #TRATTORISTI di S. Antonio, ha desiderato iniziare con 2 Famiglie colpite dalla pandemia in segno di vicinanza.

Le restanti 6 Famiglie che ospiteranno l’immagine nella preghiera sono:
Fam. DUCA ITALO
Fam. USANNI ANITA
Fam. SABELLI FABIO
Fam. OCCORSI DELIO
Fam. MORETTI FRANCESCO
Fam. MORETTI SETTIMO

Nonostante il covid-19 siamo riusciti a festeggiare in modo solenne il santo – dichiara Giuseppe Marchetti, presidente dell’Università agraria di Palestrina. Senza cavalli trattori e soprattutto senza la nostra caratteristica cena sociale. Ringrazio comunque tutti i numerosi soci intervenuti, Ringrazio in particolare il sindaco, il vice sindaco gli assessori e i consiglieri che sono stati presenti questa mattina ,manifestandoci la loro vicinanza. Grazie di cuore a tutti.

L’importanza storica di S. Antonio l’eremita (vissuto fra il III e il IV sec.) – scrive Peppino Tomassi, studios di Palestrina – va collogata al fatto che egli fu una delle più grandi figure dell’ascetismo cristiano primitivo. A Palestrina il ricordo del santo ha un carattere prevalentemente agricolo e fa registrare nella classe di contadini e dei possessori di bestiame, le usanze più caratteristiche sotto il profilo strettamente folcloristico. I contadini l’hanno ‘hanno sempre sentito come loro amico e protettore e, per distinguerlo da S. Antonio di Padova, lo chiamavano: “chillo de gennaro”. Sottolineavano anche le condizioni atmosferiche col detto : “Sant Andonio colla barba bianca, se non fiocca puoco ce manca e, se fiocca, ne fa ‘na canna”… e oggi ci ha provato! Il giorno della festa, la bandiera dell’Associazione, sulla quale era raffigurato il santo con il tradizionale mantello da eremita e il maialinio ai piedi, veniva prelevata dalla casa dello “Festarolo” decaduto e portata, da parte del comitato, nell’abitazione del “festarolo” nuovo che offriva un rinfresco a base di “pagnottelle” con prosciutto e salame. Durante la mattinata chiunque avesse qualche animale lo portava a ricevere la benedizione, ma alle dieci, bisognava lasciare il campo libero alle prime delle “cavargate”: quella dei butteri o bovari facenti parte dell’Università Agraria. Non cito tutto il resto, perché facciamo giorno, e passo alla fine della manifestazione.La festa non era finita: c’era ancora l’appuntamento con un lauto banchetto, consumato in una trattoria del paese dove finalmente, dopo tante preghiere e benedizioni, era consentito ubriacarsi e mandare al diavolo tutte le preoccupazioni. C’era sempre qualcuno che si raccomandava al santo e diceva: “Nun te zzardà’ de famme veni’ lo fuoco de “Sant Anduonio!”… e tutti i “Salmi finivano in gloria”.

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