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Scaffali vuoti, anche nei supermercati Prenestini è psicosi

Le notizie dal fronte ucraino, il possibile sciopero degli autotrasportatori (la commissione garanzia scioperi ha vietato l’agitazione in programma) e alcune materie prime che cominciano a scarseggiare o a costare di più, stanno spingendo molti cittadini prenestini a delle spese “straordinarie” all’interno dei supermercati. 

A Palestrina

Una scena vista anche nella Capitale e nel resto d’Italia e confermata alla nostra testata dai dipendenti di diversi supermercati tra Palestrina e San Cesareo dove negli ultimi anni si sono moltiplicate le insegne dei grandi marchi della distribuzione

Come due anni fa sono tornate così le scene della corsa all’acquisto tanto che alcuni supermercati hanno dovuto limitare l’acquisto di beni come pasta, farina e olio di semi.

“A fronte della grave situazione internazionale, per garantire continuità di rifornimenti è previsto l’acquisto massimo di due pezzi per scontrino di olio di semi di mais”.

Messaggi simili anche per la farina sabato al supermercato Eurospin di Palestrina e al Todis.

A pesare sugli assalti c’è, oltre alla convinzione di possibili difficoltà di reperimento delle materie prime, anche la paura di possibili rincari dovuti al combinato disposto tra aumento del costo dei carburanti e la scarsità di materia prime provenienti da zona di guerra. Ma la grande paura, quella più immediata, da parte di tutti è legata allo sciopero degli autotrasportatori e all’idea che, fermi i tir, i supermercati possano rimanere vuoti. 

Ad alimentare la psicosi anche le dichiarazioni di alcune associazioni di categoria. Ieri in una nota Coldiretti Lazio, Filiera Italia, Unaproa, Assocarni, Unaprol Impresapesca Coldiretti e Aia dichiaravano: “E’ necessario garantire la consegna dei prodotti alimentari per assicurare le forniture alla popolazione ed evitare speculazioni e scaffali vuoti in un momento di grandi tensioni per la filiera”. “Occorre intervenire – spiega il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – per contenere i costi energetici delle attività produttive e distributive essenziali al Paese, contrastando i fenomeni speculativi chiaramente in atto”. 

Sull’assalto agli scaffali interviene la Coldiretti secondo “l’assalto agli scaffali per fare razzie di pasta rischia solo di alimentare le speculazioni in un Paese come l’Italia che è leader mondiale nella produzione con ben 3,5 milioni di tonnellate delle quali ben 1,9 milioni destinate all’esportazione”. 

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