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Scoppia la “grana” dell’umido: così l’emergenza dei rifiuti romana arriva anche ai Monti Prenestini

Non c’è crisi dei rifiuti romana che coinvolga anche il resto della provincia. È successo ancora una volta: anche quest’anno i Comuni dell’hinterland dovranno fare la loro parte per aiutare la Capitale a uscire dall’emergenza. È come l’anno scorso, per citare una nota canzone, e la congiuntura arriva ancora una volta d’estate. E poco importa se c’è chi fa bene i compiti a casa, raggiungendo ottimi risultati di raccolta differenziata e controllando il proprio territorio.

Quest’anno però oltre al danno di immagine e decoro, si aggiunge anche la beffa di un provvedimento che sta sollevando in queste ore una marea di polemiche.

L’EMERGENZA

Oggi pomeriggio la società Ambiente spa ha convocato i sindaci e i delegati alla gestione dei rifiuti di Cave, San Vito Romano, Olevano Romano, Casape, Gallicano nel Lazio, Castel San Pietro Romano, Palestrina, Poli, San Cesareo e Zagarolo dove svolge il servizio di raccolta e smaltimento. La novità è che l’impianto Acea Ambiente di Roma ha annunciato la riduzione della capacità di umido per i comuni del 50% a seguito di un provvedimento giudiziario.

La disposizione, dai contorni ancora poco chiari, è diventata esecutiva a partire dalla giornata di venerdì scorso. Già sabato, il Comune di Palestrina aveva comunicato ai propri cittadini il mancato ritiro dell’umido nella giornata di lunedì (LEGGI QUI). Oggi è arrivata l’ufficialità e ora tutti i Comuni insieme ad Ambiente spa sono alla ricerca di un impianto per lo smaltimento dell’umido. Attualmente nel Lazio sono appena due gli impianti che gestiscono questo servizio: la S.E.P. di Pontinia (privato), sequestrato a seguito di un’operazione dei carabinieri forestali del Nipaf e Acea Ambiente, che ora viaggia a regime ridotto.

Nelle prossime ore si attendono comunicazioni più precise da parte di Ambiente spa per capire quale soluzione verrà trovata per scongiurare un’emergenza sanitaria. Dalle prime indiscrezioni, fino a mercoledì dovrebbe saltare il conferimento, in attesa di un accordo con un altro impianto. Ambiente ha avviato un’indagine di mercato per trovare una soluzione immediata: si guarda in provincia (Rida Ambiente) ma anche fuori regione (Emilia Romagna).

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È solo l’ultima tegola che cade su un piano rifiuti che fa acqua da tutte le parti. La Regione Lazio ha emanato la settimana scorsa un’ordinanza che impone ad Ama di ripulire la Capitale entro una settimana. Da oggi è partito il conto alla rovescia e il problema resta sempre lo stesso: mancano gli impianti.

“È una situazione molto complicata – commenta il sindaco di Castel San Pietro Romano Gianpaolo Nardi a Monti Prenestini, all’uscita dall’incontro. Ora bisogna trovare una soluzione nell’immediato per scongiurare una vera emergenza. Poi – aggiunge – ci sarà credo tutto il tempo per una doverosa riflessione sugli impianti carenti della regione”.

I NUMERI DI ROMA

La città di Roma ha bisogno, in questa fase molto complessa, di trovare spazio per collocare a trattamento almeno 2.100 tonnellate di rifiuti indifferenziati a settimana. Gli impianti del Lazio che hanno risposto all’appello di Ama offrono maggiori spazi per sole 1.100 tonnellate. Persiste nella programmazione dei flussi rimodulabile un deficit di almeno 1.000 tonnellate da allocare nei prossimi sette giorni. Dalla Regione precisano: in realtà gli impianti del resto del Lazio da oggi andranno a pieno regime e i quantitativi aggiuntivi offerti coprono quel gap di 2.100 tonnellate di cui parla Ama, non c’è un deficit di 1.000 tonnellate come sostiene la Melara. Ecologia Viterbo passa a 330 tonnellate a settimana, Porcarelli (Rocca Cencia) 600 tonnellate a settimana, Rida 450 a settimana, Aciam 160 a settimana. Il problema, trapela dalla Regione, è che è stato mal interpretata da Ama la disponibilità di Saf di Colfelice, che parla di 170 tonnellate in più.

UNA NUOVA CABINA DI REGIA IN CAMPIDOGLIO

Si e’ concluso oggi pomeriggio l’incontro tra il sindaco di Roma, Virginia Raggi, i vertici Ama e i rappresentanti dei sindacati per mettere a punto un tavolo sul decoro e per affrontare l’emergenza rifiuti. Un incontro che e’ servito per mettere nero su bianco una strategia per cercare di superare il momento di emergenza che sta vivendo la citta’. Nel documento finale sottoscritto da tutti i partecipanti al tavolo e’ specificata la volonta’ di “intraprendere un percorso innovativo finalizzato al totale recupero della operativita’ aziendale, come stabilita dal Contratto di Servizio tra AMA S.p.a. Roma Capitale, e caratterizzato da un nuovo Sistema di Relazioni Industriali”.

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Questo percorso di recupero della operativita’ aziendale dovra’ avvenire attraverso l’istituzione di una cabina di regia permanente per la riorganizzazione del servizio di pulizia e il decoro della citta’.
La cabina di regia “avra’ quale riferimento fondante la responsabilita’ sociale d’impresa, nella sua piu’ ampia accezione di salvaguardia dei diritti dei cittadini, secondo un quadro generale riconducibile a criteri di sostenibilita’ ambientale, equilibrio gestionale complessivo e valorizzazione e tutela del personale”, si legge sempre nel testo che prevede anche l’istituzione di una commissione “composta da 2 membri per ogni organizzazione sindacale e da altrettanti membri di nomina di Roma Capitale ed Ama S.p.A. e, ove necessario, altre strutture di Roma Capitale; la Commissione potra’ avvalersi di altre professionalita’ acclarate, in particolare su specifiche necessita’ di recupero dati e analisi degli stessi in una visione benchmark a livello nazionale ed internazionale; fornisce proprie osservazioni sulle linee guida del Nuovo Piano Industriale entro 10 giorni dalla trasmissione da parte del CDA; a seguito della firma del seguente accordo si riunira’ con cadenza settimanale; i lavori della Commissione saranno articolati progressivamente sui seguenti macro temi: operativita’, logistica, modelli di raccolta e piano straordinario pulizia; -infrastrutture per la raccolta;
mezzi: risorse umane/piano assunzionale; risorse finanziarie;
iniziative per l’educazione ambientale e la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori”.


“E’ stata istituita in Ama una ‘war room’ che ogni otto ore fornira’ anche ai sindacati l’andamento sui flussi dei rifiuti, lo stesso report che viene inviato al sindaco in modo che vi sia trasparenza in citta’ e capire se stiamo superando l’emergenza o se siamo ancora dentro queste criticita’”. Lo ha annunciato il segretario della Fp Cgil di Roma e Lazio, Natale Di Cola, al termine del tavolo in Campidoglio che ha sancito la nascita della cabina di regia Comune-Ama-sindacati sul decoro di Roma e la riorganizzazione del lavoro per la pulizia della citta’.
“Nel pomeriggio avremo i dati e li comunicheremo, il nostro obiettivo e’ che ci siano gli sbocchi perche’ permettono all’azienda di lavorare bene e pulire la citta’- ha aggiunto Di Cola- La prima emergenza e’ togliere i rifiuti dalla strada”. Piu’ in generale “abbiamo chiesto all’amministrazione di avere garanzie sulla gestione dei flussi e certezze sia sulla solidita’ finanziaria che sul futuro di Ama”, ha proseguito Di Cola.
Sul bilancio la presidente di Ama, Luisa Melara, ha voluto ufficialmente smentire delle informazioni di stampa che parlavano di un rischio di svalutazione di circa 170 milioni di crediti della municipale ma di competenza della gestione commissariale:
“Nelle prossime settimane- riporta Di Cola- ci sara’ un incontro per capire quali sono i problemi finanziari. Sono state smentite alcune notizie che circolavano sui temi del bilancio”.

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