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Scuole, nel Lazio nuove ipotesi di orario: no dei presidi


Ecco cosa potrebbe cambiare da gennaio: ma le scuole non ci stanno

Non piace ai presidi del Lazio l’ipotesi avanzata in una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presso la Prefettura di Roma in vista della ripresa delle lezioni il prossimo 7 gennaio. “Sappiamo che si sta valutando di scaglionare gli ingressi degli studenti nelle scuole della regione prevedendo due fasce orarie, una alle 7.45, l’altra alle 9.45. Noi non siamo d’accordo”, dice all’AGI Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi del Lazio.

“Entrare a scuola piu’ tardi significa uscire piu’ tardi, intorno alle 15, e questo non e’ fisiologico: i ragazzi non mangerebbero, appena arrivati a casa si butterebbero sul letto per dormire. Per evitare cio’ bisognerebbe fare le ore di 50 minuti, ma poi quando si recuperano? Il sabato? Con la dad?


Sono tutti problemi concatenati.
In linea generale e’ inaccettabile, secondo Rusconi, che non si mandino a scuola i ragazzi, “quando gli stessi ragazzi sono liberi di assembrarsi fuori dalla scuola. Tra le persone che sabato e domenica hanno affollato le strade delle citta’, c’erano sicuramente tanti giovani. E siccome il risultato dell’ultimo fine settimana lo vedremo tra 15 giorni – osserva il capo dei presidi del Lazio – spero vivamente che il 7 gennaio le scuole possano riaprire. Se cosi’ non sara’ – conclude – resteranno penalizzati i piu’ deboli: i bambini delle scuole elementari, gli alunni disabili e gli studenti che non hanno potuto fare i laboratori perche’ erano chiusi”.