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Spallanzani, la battaglia al Coronavirus: virus isolato e prime guarigioni


Voci di presunti casi sospetti anche ai Monti Prenestini. Tutti non confermati. Il punto dallo Spallanzani

Un centro d’eccellenza italiana e non solo, all’avanguardia come lo scienziato da cui prende il nome, pioniere nel ‘700 della biologia sperimentale. L’ospedale “Lazzaro Spallanzani” di Roma e’ da quasi due mesi al centro dell’attenzione: e’ qui, tra le mura ottocentesche inerpicate sulla Portuense, che si concentra la lotta al coronavirus. Qui si fanno le analisi sui campioni, che danno il responso definitivo (“E’ attesa la conferma lo Spallanzani” e’ una delle frasi piu’ ripetute in questi giorni), qui si visitano i casi piu’ evidentemente sospetti, e sempre qui sono ricoverati i due coniugi cinesi che per primi in Italia sono risultati positivi al virus.

Oltre al ricercatore italiano che, fino a giovedi’ sera, era l’unico italiano contagiato. Un’eccellenza confermata dai risultati: la coppia cinese, che per qualche giorno ha versato in condizioni critiche fino a far temere il peggio, e’ notevolmente migliorata, tanto che l’uomo ormai e’ negativo al virus e la donna, che sta peggio, respira comunque da sola.
L’italiano addirittura e’ gia’ ufficialmente guarito, ed e’ stato dimesso oggi. L’annuncio in conferenza stampa, con l’assessore regionale Alessio D’Amato che segue assiduamente dall’inizio l’emergenza, e’ arrivato come una carezza dopo 48 ore da incubo, con l’esplosione improvvisa e forse inattesa di due focolai autoctoni, in Lombardia e in Veneto. A
dimostrazione, ha rimarcato il direttore scientifico Giuseppe Ippolito, che il coronavirus “non e’ una malattia mortale”.

Merito di un team di medici di primo piano, di attrezzature adeguate (lo Spallanzani e’ il centro di riferimento italiano insieme al Sacco di Milano per le emergenze infettive), e dei farmaci usati in via sperimentale, sulla scorta dell’esperienza dei colleghi cinesi. Si tratta del opinavir/ritonavir, un antivirale comunemente utilizzato per la infezione da HIV che mostra attivita’ antivirale anche sui coronavirus, e il remdesivir, gia’ usato contro Ebola.


E poi, il risultato di prestigio (ma anche utilissimo sul piano pratico) ottenuto con l’isolamento del virus, tra i primi in Europa e al mondo, all’inizio di febbraio. Non solo la dimostrazione dell’eccellenza italiana, ma anche un vantaggio concreto vista la possibilita’, una volta “ingabbiato”, di studiare il coronavirus e testare possibili terapie. Una scoperta tutta al femminile, con la ciliegina finale: la ricercatrice precaria parte del team, e’ stato annunciato nei giorni scorsi, sara’ assunta.
Inaugurato nel 1936 come presidio destinato alla prevenzione, diagnosi e cura delle malattie infettive, con una dotazione di 296 posti letto in 15 differenti padiglioni e in un’area di 134.000 metri quadrati, lo Spallanzani ha attraversato la storia del XX e XXI secolo dal punto di vista scomodo ma necessario della trincea anti infezioni, dalla poliomelite negli anni ’30 alla Sars nei primi 2000. oggi l’Istituto detiene l’unico laboratorio italiano di livello di biosicurezza 4 e cinque laboratori di livello 3; una banca criogenica che puo’ ospitare fino a 20 contenitori di azoto liquido e 28 contenitori a -80 C, dotata di un laboratorio di livello 3 per la manipolazione e la preparazione dei campioni da congelare; e ancora dal 2007 il “Polo Ospedaliero Interaziendale Trapianti (POIT); un servizio di rianimazione, terapia intensiva e sub-intensiva; un centro di riferimento per le infezioni nei trapianti; una Banca biologica per il deposito di organi e tessuti destinati al trapianto.

“Sono stati valutati, ad oggi, presso la nostra accettazione 77 pazienti sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus. Di questi, 63, risultati negativi al test, sono stati dimessi”. Cosi’ il bollettino medico diramato oggi dallo Spallanzani. I medici spiegano:
“Quattordici pazienti sono tutt’ora ricoverati: tre sono i casi confermati di COVID – 19 (la coppia cinese ed il giovane proveniente dal sito della Cecchignola che verra’ dimesso oggi), nove sono i casi sottoposti al test che risulta tutt’ora in corso. Due sono i casi che rimangono ricoverati per altri motivi”.