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Spazi chiusi, la protesta degli studenti di Tor Vergata


“Fra tutti i servizi offerti dagli atenei, l’accesso alle biblioteche e’ l’unico non replicabile telematicamente”

Con mascherina e libri alla mano, una trentina di studenti dell’Universita’ di Tor Vergata di Roma si sono mossi in un corteo partito dalla Macroarea di Lettere fino al nuovo Rettorato, in cui hanno deciso poi di studiare, davanti
le porte chiuse della biblioteca di Giurisprudenza, in concomitanza con la seduta del Senato Accademico per richiedere l’apertura di Biblioteche e Aule Studio. Gli studenti rivendicano l’apertura degli spazi universitari,
ricordando l’importanza dei servizi offerti dai luoghi del sapere, servizi che non sono replicabili online.

“Fra tutti i servizi offerti dagli atenei, l’accesso alle biblioteche e’ l’unico non replicabile telematicamente, noi studenti fra sessioni d’esame e sessione di laurea, abbiamo una urgente necessita’ di tornare a studiare nei nostri spazi” ha spiegato Pier Giorgio Fadanelli, rappresentante degli studenti in Senato Accademico a Tor Vergata.


“Le biblioteche chiuse oggi non sono solamente un servizio che ci e’ negato, ma il simbolo di una noncuranza nei confronti della cultura che e’ riscontrabile a piu’ livelli, dalla mancata volonta’ di abbassare i criteri di merito per accedere alle borse di studio, l’assenza di un intervento straordinario che porti anche solo ad una riduzione della tassazione nell’anno corrente, fino a queste porte ancora chiuse- ha aggiunto Stefania N’Kombo, coordinatrice dell’organizzazione studentesca Altro Ateneo Tor
Vergata- Cio’ che chiediamo all’amministrazione e’ un segnale, che si continui a parlare di Universita’, che si cominci a considerarla come quell’esperienza prioritaria di formazione non replicabile da nessun dispositivo elettronico”.

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