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Stava lavorando su un cestello ad alta quota: così è morto un operaio di 63 anni

a cura della redazione

 

Era impegnato, su un cestello ad alta quota, nella sostituzione del sistema di illuminazione di un edificio in cui stava lavorando. Poi l’impatto contro una parete. Sarebbe morto così – schiacciato dalla piattaforma mobile su cui si trovava – Maurizio Tani, 63 anni. L’incidente nel pomeriggio, poco prima delle sedici, sulla nazionale Tiburtina a villa Adriana, Tivoli. 

Da accertare la dinamica e le cause alla base della tragedia costata la vita all’uomo che – a quanto si ricostruisce – era residente sempre nella zona. La procura di Tivoli ha aperto un fascicolo. Indagano i carabinieri intervenuti sul posto insieme ai sanitari del 118 e ai vigili del fuoco che hanno dovuto recuperare il corpo senza vita dell’operaio. Tani è la 37esima vittima sul lavoro nel Lazio, la 560 esima in Italia. 

A Palestrina

La tragedia a poche ore dalle celebrazioni della Giornata nazionale per le vittime sul lavoro. “In attesa che siano chiarite le dinamiche che hanno portato il lavoratore, dipendente di una ditta in appalto, a perdere la vita, ci stringiamo al dolore dei suoi cari.” – così in una nota la Cgil Roma e Lazio. “La nostra Regione è tra le prime per numero di infortuni sul lavoro, per questo chiediamo un serio impegno sulla sicurezza” aggiungono.

E’ doveroso esprimere solidarietà e vicinanza ai famigliari dell’operaio morto a Tivoli in un incidente sul lavoro, sentimenti a cui mi associo, ma, proprio per la gravità dell’accaduto, è altrettanto doveroso passare dalle parole ai fatti e attuare tutte quelle misure di prevenzione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, approvate nella scorsa legislatura dal consiglio regionale del Lazio con ben tre leggi finanziate con 2 milioni complessivi, proprio per evitare che si debba ancora oggi morire di lavoro”. Così la consigliera regionale Pd del Lazio, Eleonora Mattia, membro della Commissione Lavoro alla Pisana. “Qual è il Piano strategico per la sicurezza sul lavoro della Giunta Rocca? Che fine ha fatto la task force, già istituita negli scorsi anni, insieme con gli Enti competenti in attività di controllo e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, per coordinare e sollecitare sul territorio la pianificazione delle attività ispettive? Ad oggi, mentre piangiamo una nuova vittima, è ancora senza risposta la mia interrogazione, depositata oltre un mese fa, sullo stato di attuazione della normativa regionale per contrastare le morti e gli infortuni sul lavoro. La Giunta Rocca chiarisca al più presto quali sono le azioni concrete in atto”, conclude Mattia.