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STORIE – “Quel terribile incidente di 5 anni fa sul cantiere”. Alessio e Dario medaglia d’oro

“Non mi sento affatto un eroe. Ho fatto semplicemente quello che mi sentivo, agendo di istinto, senza pensarci troppo, convinto di risolvere semplicemente un problema che avevo sotto gli occhi”. A parlare è Alessio Amicucci, insignito oggi della medaglia d’oro al valor Civile dalla prefettura di Roma per un suo “atto di eroismo”. Sprezzante del pericolo, Alessio insieme a Dario Testani,  si lanciò in una buca di un cantiere per soccorrere un collega durante alcune opere di urbanizzazione. In quella buca Dario perse la vita e Alessio rimase gravemente ferito: da allora questi ragazzi sono diventati due simboli per la città di Palestrina a cui oggi la prefettura dopo 5 anni ha voluto riconoscere un’alta onorificenza. A poche ore dalla consegna della medaglia, Monti Prenestini ha voluto incontrare Alessio per raccogliere la testimonianza di quell’evento che ha segnato per sempre la storia della comunità prenestina.

Alessio, puoi raccontarci le impressioni di questa giornata?

È stata una giornata molto emozionante. Insieme a me e alla famiglia di Dario hanno ricevuto la medaglia altre tre persone, anche loro protagonisti di episodi drammatici. Una cerimonia toccante perchè evoca il ricordo di quella bruttissima esperienza, che oggi abbiamo condiviso con tante persone e amici di oggi e di ieri. 

Cosa ricordi di quel terribile incidente?

Ricordo esattamente il momento in cui con Dario arrivammo al cantiere. Poi è successo tutto in pochi minuti, quel crollo è stata la scintilla. Con Dario non ci siamo neanche guardati negli occhi e senza pensarci ci siamo lanciati nella buca. Non ho poi altri ricordi, se l’immagine fissa di mia moglie e mia figlia.

Ti senti un miracolato?

Forse un po’ sì, se non altro perchè almeno io posso raccontarlo. Per il resto non auguro a nessuno di vivere un dramma simile. Quelle ferite fisiche e soprattutto psichiche non andranno più via.

Vuoi provare a condividerle con noi?

Ho subito tre operazioni e ancora oggi mi porto i segni e le conseguenze. Il ricordo e la ferita per la perdita di un amico invece non si possono davvero raccontare. La mia vita è segnata irrimediabilmente, c’è un prima e il dopo l’incidente.

Come si cambia dopo un incidente del genere?

Si cambia perchè hai vissuto un dramma davvero grande. Inizi a vedere la vita in modo diverso, apprezzi ogni singolo momento, anche le cose che davi per scontato oggi non lo sono più.

Perdona la domanda: hai dei rimpianti?

Forse se avessimo pensato un minuto e riflettuto più a lungo non sarebbe successo, ma credo che in questi momenti il cervello si mette un attimo da parte per far spazio all’istinto.

Credi che questa storia possa essere da esempio in qualche modo per i tuoi figli o ragazzi come te?

Certamente sì. Credo non si fa mai male a sottolineare quando sia importante la sicurezza sul lavoro. Basta una piccola disattenzione, un attimo di distrazione per causare una tragedia. Questo non dobbiamo permetterlo, abbiamo sempre il dovere di proteggere chi va sul posto di lavoro per prestare la sua opera e professionalità.

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