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Tenevano un feto di 20 settimane nel congelatore di casa. Sotto accusa coppia di infermieri di Tor Vergata

a cura della redazione

Avevano deciso di conservare il feto del loro bambino di appena 20 settimane nel congelatore di casa. 

A fare la macabra scoperta gli agenti della Polizia di Stato allertati dall’ospedale Casilino di Roma dove una donna, infermiera come il marito presso l’Ospedale di Tor Vergata, si era recata per un’emorragia interna. 

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La donna non aveva chiarito le cause delle perdite e solo una visita ginecologica successiva ha stabilito che si era trattato di un aborto.

I due hanno poi spiegato che la donna aveva abortito spontaneamente e che, di comune accordo, avevano deciso di tenere il feto nel congelatore perchè non volevano venisse smaltito tra i rifiuti.

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Probabilmente ignoravano che dopo la ventesima settimana c’è la possibilità di chiedere che venga seppellito. Nello specifico l’ordinamento nazionale prevede la possibilità di seppellire i resti dei bimbi abortiti, anche di presunta età inferiore alle 20 settimane di gestazione, assegnando ai genitori un diritto prioritario a richiedere il seppellimento.

Ma se i genitori non avanzano alcuna richiesta entro le 24 ore, sono le Asl a poter disporre legalmente o lo smaltimento dei bimbi abortiti attraverso i «rifiuti speciali» oppure provvedere a dare loro una degna sepoltura (senza riferimenti all’identità dei genitori): a quest’ultimo scopo le Asl stesse possono stipulare convenzioni con associazioni di volontariato.

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