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Terremoto al Cep, via il cda. I lavoratori: “Dateci gli stipendi arretrati”

a cura della redazione – riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa dei lavoratori

 

Una crisi che si protrae da troppo tempo e che ora sembra essere arrivata al capolinea. Per la prima volta i lavoratori del Cep, il consorzio di enti pubblici per la gestione delle entrate tributarie dei Comuni Prenestini, prendono la parola chiedendo risposte immediate ai responsabili di questa gestione.

Domani, martedì 29 novembre dalle 9 alle 11, i lavoratori del consorzio hanno convocato un’assemblea sindacale all’aperto in viale della Stazione a Zagarolo per discutere “sulla crisi che sta interessando l’ente”.

 

La situazione

La prima novità è che nell’assemblea del 16/11/2022 di fatto si è preso atto delle dimissioni del CDA alla guida del CEP Spa.  I Sindaci presenti hanno constatato l’impossibilità a proseguire con l’attuale amministrazione prendendo tempo per la nomina di quello che sarà un commissario liquidatore.

“Altro tempo? Ancora?” – si chiedono i lavoratori nel comunicato.


Ora dipendenti si trovano oltre che senza stipendi da tre mesi (inclusi contributi, buoni pasto e bonus vari), anche senza una governance.

Una situazione disperata per 14 lavoratori, che rischiano di trovarsi anche senza lavoro.


Dopo 10 anni o forse più, ci ritroviamo a lavorare a pieno ritmo, si a pieno ritmo, per garantire quanto i Comuni soci hanno messo in bilancio, senza percepire stipendio – si legge nel comunicato stampa. Non è più accettabile lavorare senza essere pagati. È bene ricordare che il CEP Spa – Consorzio Enti Pubblici ha competenza su un vasto comprensorio che ingloba ben 15 Comuni della provincia di Roma (Artena, Bellegra, Casape, Cave, Colonna, Gallicano nel Lazio, Genazzano, Labico, Palestrina, Percile, Poli, Rocca di Cave, Rocca Priora, Roiate, Zagarolo per circa 104.097 utenti). Con la forza lavoro in organico il CEP – continuano i lavoratori – esplica attività complesse e articolate che vanno dalla riscossione ordinaria, all’accertamento tributario, alla riscossione coattiva.Di contro, la reiterata violazione di tutti i principi costituzionali posti alla base della tutela del lavoratore. Abbiamo chiesto la cassa integrazione e ci è stata immotivatamente negata. Abbiamo chiesto lo smart-working e ci è stato negato. Abbiamo adito l’ispettorato del lavoro di Roma per un tentativo di conciliazione e il giorno dell’incontro, 22 novembre 2022, il CEP non si è presentato. Abbiamo incaricato un legale per tutelare i nostri diritti – aggiungono i lavoratori – e siamo stati fatti oggetto di atti eufemisticamente definibili “pressioni” a desistere. Abbiamo il diritto-dovere di mantenere le nostre famiglie con il nostro lavoro, non saremo mai disponibili a rinunciare alla nostra dignità”.