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Terremoto, una nuova faglia tra Lazio e Abruzzo. Il parere degli esperti


Cosa sta succedendo tra Lazio e Abruzzo: prime ipotesi


Successivamente alla scossa di terremoto registrata poco dopo le 18.35 e avvertita nettamente anche a Roma, l’Ingv – L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – lancia l’allarme.

Secondo i ricercatori, sarebbe una sequenza sismica diversa da quella dell’Italia centrale ad avere attivato il terremoto avvenuto al confine tra Abruzzo e Lazio, alla profondità di 14 chilometri, e la cui magnitudo è stata ricalcolata in 4,4. «Si tratta di un altro sistema di faglie», ha detto all’ANSA il sismologo Alessandro Amato, dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia ( Ingv). «Si tratta comunque – ha proseguito – di un’area ad alta pericolosità sismica».

“La situazione è da tenere sotto controllo, perché quando c’è un evento di questo tipo possono essere destabilizzate anche le strutture vicine e innescare ulteriori terremoti“. A parlare ai microfoni di Fanpage.it è Carlo Doglioni, presidente dell’Ingv, l’Istituto nazionale di vulcanologia che ha commentato il sisma che si è verificato al confine tra Lazio e Abruzzo, con epicentro a Balsorano, a nord di Sora e in provincia de L’Aquila, alle 18:35 di oggi, giovedì 7 novembre.

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