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TERZO GIORNO – Il virus è tra noi


Il riassunto del primo giorno di chiusura totale (quasi). Le file sono diminuite, i casi aumentano anche sul territorio insieme alla consapevolezza del contagio

Siamo passati dal primo giorno in cui incrociavamo le dita dopo il primo falso allarme all’ospedale di Palestrina (LEGGI QUI), alla consapevolezza che oggi il Coronavirus è in mezzo a noi. Nessun territorio è immune e non lo sono neanche i Monti Prenestini, perchè evidentemente il contagio non guarda in faccia ai confini, tanto più oggi, che Roma è praticamente attaccata alla sua provincia.

La mancanza di dati ufficiali ci aveva reso quasi immuni, ma la realtà racconta ben altro.

La Regione ha deciso di non seguire il tran-tran dei tamponi, comunicando solo macro dati a livello di Asl. Solo ai sindaci spetta assumersi la responsabilità della comunicazione dei singoli casi.

17 in tutto sono i contagiati e oltre 1200 le persone in isolamento. Da ricostruzioni giornalistiche sono stati rivelati due casi all’ospedale di Palestrina (LEGGI QUI) e in queste ore sta facendo il giro del web la storia di Serena, l’infermiera contagiata di Zagarolo.

Insomma il Coronavirus è più vicino di quanto pensiamo e sarà meglio prenderla davvero sul serio come hanno ribadito tutti i sindaci, che oggi hanno voluto rilasciare un’intervista a Monti Prenestini, tornando a parlare al cuore delle persone dopo due giorni di caos, sempre pronti a rincorrere questo o quel provvedimento. “Siamo ancora all’inizio di questa lunga battaglia” – ha detto il sindaco di Palestrina Mario Moretti e dopo di lui gli hanno fatto eco quello di Genazzano, Castel San Pietro Romano, Colonna e Zagarolo.

Tutti uniti verso un unico obiettivo con la prospettiva di poterci un giorno riabbracciare nelle piazze dei nostri paesi.

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