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Tivoli, parla un infermiere: “Nei rubinetti antincendio non c’era una goccia d’acqua”

a cura della redazione

“Le porte antincendio hanno lasciato passare tanto fumo tossico, al quarto piano ci siamo dovuti mettere le mascherine e mettere in sicurezza gli allettati. Nei rubinetti antincendio non c’è mai stata una goccia d’acqua. L’unica via di fuga dell’ala nuova è una scala di otto piani senza una luce di emergenza al buio. Hanno fatto scendere un centinaio di pazienti, molti allettati. Il personale sanitario, i vigili del fuoco, le ambulanze e anche la gente comune, volontari, sono stati eccezionali con quel freddo”.

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E’ un messaggio di queste ore dell’infermiere G.F.D., al suo amico e collega, A.M., attivo nel Tribunale del malato di Tivoli che si trovava ricoverato al momento dell’incendio.

E’ stato rimandato a casa, visto che come infermiere può medicarsi da solo.

“Sono le prime ore del pomeriggio– scriveva ancora nella giornata di ieri- non riesco a riscaldarmi per il freddo di stanotte, ho il catetere e appena penso all’accaduto mi viene da piangere, come potrei stare caro amico mio?”, conclude.

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