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Torna l’affascinante percorso delle fonti. Così Labico investe e crede nel trekking

Domani alle ore 9 a Labico torna una delle passeggiate di trekking più affascinanti dei Monti Prenestini: il percorso delle fonti. Un sentiero di 5 chilometri tra storia e natura alle origini della civiltà contadina dei Monti Prenestini, tra cunicoli e scoperte archeologiche che rappresentano un unicum in tutta la provincia di Roma. 

NUOVI PROGETTI

Il Comune di Labico sta investendo molto in questo progetto e ha presentato recentemente la richiesta di un finanziamento di circa 250.000 euro per la riqualificazione e il recupero di alcune are ancora nascoste.

Inoltre domenica mattina è prevista una giornata ecologica presso la Marcigliana, che grazie al Parco dei Castelli Romani entrerà come variante nella tappa Rocca Priora/Guadagnolo del Percorso di Trekking del Cammino Naturale dei Parchi del Lazio che va da Roma a L’Aquila. Il Parco ha presentato un progetto con cui verrà recuperata anche l’antica via dei Boattieri tra Zagarolo e la stazione di Labico, un altro piccolo sogno che si realizza. L’iniziativa è fortemente sostenuta dal sindaco di Labico Danilo Giovannoli, dall’assessore Benedetto Paris e da tutte le associazioni coinvolte che hanno restituito al territorio un tesoro nascosto.

IL PERCORSO DELLE FONTI

Il percorso è indicato da apposita segnaletica e inizia e termina dal centro del paese, Piazza della Libertà, antico accesso al Castello di Lugnano (il nome di Labico fino al 1872). Da qui, scendendo per Vicolo Colonna, si raggiunge la stazione ferroviaria di Labico, dove passato il ponte è presente la prima delle fontane, chiamata il “Pantano”. Successivamente, passando per un bosco con castagni secolari si raggiunge il fontanile della “Forma”, dove di recente sono venuti alla luce i resti di un ponte di età repubblicana. Procedendo si toccano le sorgenti della “Costa dei Casali”, successiva a questa, scoperta da poco tempo, quella chiamata per ora “Fontana delle Brocche”. Subito dopo c’è quella dei “Vignani”, dove ancora interrata c’è una vasca rotonda per la macerazione della canapa.

E da qui, poco dopo riprendendo il sentiero lasciato precedentemente si raggiunge il fontanile dei “Pischerelli”, dove c’è una prima area attrezzata per la sosta. Procedendo ancora si attraversa di nuovo la ferrovia e si raggiunge, tornando verso il paese, la caratteristica fontana di “Centogocce” e la vasca scavata interamente nel tufo che serviva per la macerazione della canapa. Dopo circa un chilometro si rientra al paese, passando per il vecchio “Lavatoio” tuttora utilizzato, la cui acqua proviene da un cunicolo romano lungo circa 220 metri, e poco distante c’è la fontana del “Bottino” destinato alla raccolta delle acque provenienti da cunicoli artificiali sotterranei di epoca romana retrostanti alla stessa. Subito dopo, salendo lungo via della Fontana, si può ammirare il complesso degli “arnari”. Il loro nome deriva da Arenarie, o cave di pozzolana. Terminata la salita, subito prima di Piazza della Libertà è possibile vedere un tratto di pavimentazione medievale, con una vasca che si può ritenere una Fonte “pubblica” posta sul vecchio tracciato della via Casilina.