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Tra Bartali, Ungaretti e Dalla Chiesa: le ansie e le speranze degli studenti di Palestrina alla prima prova della Maturità

È terminata la prima prova dell’esame di maturità e già le paure dei ragazzi del Campus scolastico di Palestrina si concentrano sulla seconda prova e la nuova formula degli esami orali.

I temi inerenti la mafia e la giustizia sono presenti in ben due tracce di questa nuova maturita’: “Il giorno della civetta” di Sciascia e il discorso di commemorazione del prefetto Luigi Viana, pronunciato nel 2012, in occasione delle commemorazioni della morte del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie e dell’agente Domenico Russo.


A sorpresa, quando si pensava che il Miur avrebbe puntato su temi connessi all’ambiente o alle celebrazioni per Leonardo Da Vinci di cui quest’anno si celebrano i 500 anni dalla morte, gli argomenti di legalita’ prevalgono dunque nella prima prova scritta, italiano. Dalle prime informazioni sembra che anche la poesia sul tema della rinascita di Ungaretti sia piaciuta agli studenti e che in tanti l’abbiano scelta come traccia: segue da vicino il tema di attualita’ dal titolo “Tra sport e Storia” che si occupa della figura sportiva e umana del campione di ciclismo Gino Bartali.


La traccia chiede, a partire da un articolo di Gatti de Il Giornale in cui viene descritta la figura del Bartali uomo dal cuore d’oro e del Bartali sportivo, di creare un elaborato su Bartali opportunamente intitolato, basandosi su articoli, su letture, esperienze e dividendolo in paragrafi ben titolati.
Ai maturandi sembra essere piaciuta anche la tipologia B
della prova di maturita’ che propone un testo tratto da “Istruzioni per l’uso del futuro.

Il patrimonio culturale e la democrazia che verra’”, di Tommaso Montanari, storico dell’arte e saggista fiorentino. Il brano evidenzia l’importanza del patrimonio culturale della nazione non solo in quanto espressione del suo passato, ma anche come perenne memento mori:
il tempo – spiega Chiara Saibene, tutor di Skuola.net – e’ destinato a ingoiare tutto, anche il nostro presente che ora ci sembra eterno, e cio’ che nel passato era un tempio glorioso ora e’ infatti diventato un cumulo di rovine.
La tipologia B, traccia 2 della prova di maturita’ di quest’anno propone invece un testo tratto da “L’Illusione della conoscenza” di Steven Sloman – Philip Fernbach, sul paradosso del progresso. Il brano estrapolato dal libro, riporta inizialmente l’esito disastroso di un esperimento sugli effetti delle esplosioni termonucleari, svolto in atollo dell’Oceano Pacifico nel 1954. La nube radioattiva emanata dall’esplosione colpi’ non solo l’equipe che doveva testare l’esperimento, ma anche la popolazione locale, costretta ad evacuare la propria terra.

L’intento degli autori e’ quello di evidenziare un paradosso del genere umano, capace di ideare e sviluppare innovazioni strabilianti utili al progresso, e al contempo essere ignorante e gretta.
Poco gettonata invece, sarebbe stata la traccia sul testo argomentativo “La cultura italiana del Novecento”, in cui Stajano propone una carrellata dei principali fatti storici del ‘900 che hanno inciso profondamente sulla vita sociale e culturale italiana. Le due Guerre, la bomba atomica, il progresso tecnologico, il cambiamento e lo smarrimento dinanzi al progressivo sgretolarsi di certezze fino a quel momento granitiche.

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