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Tra canyon, rocce e scivoli d’acqua: una delle arrampicate più affascinanti dei Monti Prenestini

Interessante itinerario domenica 7 aprile con il Cai di Palestrina lungo uno dei “Fossi” più suggestivi dei Monti Prenestini.
Il termine “fosso” spesso usato per indicare luoghi poco accessibili e di dubbia integrità, non deve trarre in inganno. Nel territorio dei Monti Prenestini, difatti, la risalita di numerosi “Fossi” permette di sviluppare arrampicate avventurose, attraverso scivoli, marmitte, pozze d’acqua e in alcuni casi salti di roccia, il cui superamento richiede capacità alpinistiche e l’uso della progressione in cordata. Una possibilità ulteriore di ampliare la pratica alpinistica oltre quella già possibile sulla Mora di Guadagnolo e sugli Speroni dei Monti Caprini.
L’itinerario proposto, uno dei più lunghi sul versante Occidentale dei Monti Prenestini, permette la risalita completa del fosso che da Casape raggiunge dapprima le Prata di Guadagnolo e da questi la caratteristica altura del Colle Scansasacchi.

Lo sviluppo, nettamente superiore al dislivello che si supera, si svolge in un ambiente naturale bellissimo, che merita di essere conosciuto anche per acquisire consapevolezza della complessità dell’ambiente naturale dei Monti Prenestini, sia nei suoi aspetti geografici che naturalistici.
Da Casape si esce in direzione di Poli e dopo aver raggiunto un frantoio sulla sinistra della provinciale, si incontra un piccolo ponte. Pochi metri prima di questo ponte si scende nell’alveo del fosso.

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Il superamento dei singoli salti dell’alveo presenta difficoltà alpinistiche che possono raggiungere il II°/III° livello. Tuttavia tutti i salti possono essere evitati per tracce di sentieri laterali, non sempre evidenti tra le vegetazione.
La risalita di questo fosso permette la conoscenza di un autentico scrigno di “natura viva”: dopo il primo tratto tra coltivi e una ricca flora di stillicidio per la presenza d’acqua, il fosso si incunea più profondamente nei fianchi della montagna, ora coperta da un robusto manto di vegetazione di castagni, pioppi e qua e là qualche Cerro. In ultimo un suggestivo, anche se breve tratto di faggi, ospita la presenza di Poiane e di altri animali selvatici che non è raro incontare.

Superati gli ultimi salti, il fosso termina in una valletta che comodamente conduce fino sulla cima rocciosa del Colle Scansasacchi.
Si consiglia la massima prudenza e di evitare la percorrenza dopo piogge o forti perturbazioni atmosferiche. Le stagioni consigliate sono quelle primaverili, estive, autunnali.
I salti rocciosi presentano muschi e possono essere umidi. Considerare pertanto la salita non una semplice escursione ma una facile arrampicata.
Il ritorno a Casape può effettuarsi seguendo la comoda carrozzabile che parte nei pressi di Guadagnolo. (Ore 1,30).


(Le foto di supporto al testo sono di Alessandro Cianca e Adriano Cocaina, il testo è tratto dalla pagina Facebook “Tracce di consapevoli passaggi”).

INFO

Colle Scansasacchi m. 1110 (Monti Prenestini)
Da Casape al Colle Scansasacchi, attraverso il “Fosso di Torciana, la “Fontana Acqua della Pietra” e il “Fosso Arcà”
ore di salita: 5 dislivello: m. 635 difficoltà: alpinistica P.D.+

La partecipazione all’escursione è aperta a tutti gli iscritti al cai in regola con il tesseramento 2019. I non iscritti al cai possono partecipare all’escursione purché provvisti di polizza assicurativa obbligatoria da stipulare in sezione unitamente al premio entro le ore 19,30 di venerdì 5 aprile.

Equipaggiamento: Scarponi, giacca, abbigliamento a strati, guanti, occhiali, cappello, pranzo al sacco e acqua.

Sono obbligatori: imbrago, casco e un moschettone a ghiera.

Escursione per persone adeguatamente allenate.

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