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Trema la Valle del Sacco: esplosione allo stabilimento KNDS di Colleferro. Boato fino a Palestrina

13/08/2026
Di Gabriele Fichera

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Un boato sordo, potentissimo, che intorno alle 15:40 di oggi, 13 agosto, ha fatto tremare le abitazioni e sobbalzare i residenti di un’intera area, spingendosi lungo la Valle del Sacco e arrivando a farsi sentire nitidamente fino a Palestrina e ai Comuni limitrofi.

A provocare l’allarme è stata una violentissima esplosione avvenuta all’interno del perimetro industriale della KNDS Ammo Italy (storicamente nota come ex Simmel Difesa), lo stabilimento di produzione di munizioni e componenti per la difesa situato in località Quarto Chilometro, lungo la strada che collega Colleferro ad Artena.

La dinamica, i soccorsi e l’incertezza sui coinvolti Secondo le prime ricostruzioni e le testimonianze raccolte, ad innescare la deflagrazione sarebbe stato un incendio sviluppatosi all’interno del deposito polveri – un bunker riempito con polvere da sparo proprio lo scorso venerdì.

La situazione sul posto resta di estrema tensione e incertezza: Presenze nello stabilimento: Trattandosi di un periodo di stop degli impianti, al momento del rogo non erano presenti i turni completi di produzione. In zona si trovavano sei addetti alla manutenzione e la ditta del verde, mentre altri operai erano al lavoro in un impianto distaccato.

I soccorsi ancora in corso: I Vigili del Fuoco e i mezzi di soccorso sono giunti tempestivamente sul posto, ma non sono ancora riusciti ad accedere all’interno della struttura esplosa a causa del calore, del fumo e del rischio di ulteriori crolli o deflagrazioni secondarie.

Apprensione per feriti o vittime: Sebbene alcune testimonianze riferiscano che diversi operai siano stati messi in salvo ed evacuati prima del botto finale, la presenza di eventuali coinvolti resta al momento incerta. Circolano voci frammentarie su possibili feriti o vittime, ma dalle autorità locali e dai comandi dei soccorsi non è arrivata ancora alcuna conferma ufficiale: solo nelle prossime ore, con l’ingresso in sicurezza dei vigili all’interno del bunker (che parrebbe aver retto all’impatto principale), si potrà avere un quadro chiaro.

A titolo cautelativo, le forze dell’ordine hanno isolato l’intera arteria stradale e ordinato l’evacuazione immediata dei visitatori e del personale del vicino outlet, dove la gente si è riversata in strada in preda al panico.

Le denunce inascoltate: “Un territorio a rischio in nome del profitto”

Mentre si attende con il fiato sospeso il bilancio dei soccorritori, nel territorio della Valle del Sacco esplode la rabbia di cittadini e associazioni. L’incidente odierno riaccende i riflettori sui pericoli storici e mai risolti legati alla presenza di impianti ad alto rischio incidentale inseriti nel cuore del tessuto urbano e ambientale.

Da anni le reti territoriali, tra cui il coordinamento “Colleferro per la Pace” e la “Rete Disarmiamoli”, denunciano la pericolosità del sito industriale ex Simmel e le criticità legate alla produzione bellica nella valle. “Da tempo denunciamo l’assurdità di mantenere impianti di lavorazione e stoccaggio di esplosivi a ridosso delle case e dei centri commerciali”, sottolineano i rappresentanti dei movimenti. “Ci è sempre stato garantito che i protocolli di sicurezza fossero a prova di errore, ma quanto accaduto oggi dimostra drammaticamente il contrario. Il nostro territorio continua a non essere ascoltato dalle istituzioni, che preferiscono avallare le logiche di profitto dell’industria bellica anziché tutelare l’incolumità dei lavoratori, dell’ambiente e dei cittadini”.

Con i soccorritori ancora impegnati a domare le fiamme e a bonificare l’area, la comunità locale attende notizie sul fronte dei coinvolti, mentre si fa strada la richiesta pressante di chiarire al più presto le responsabilità e la trasparenza su quanto accaduto all’interno dello stabilimento.