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Tubercolosi a San Cesareo, il chiarimento dell’Asl a Monti Prenestini

Il caso della tubercolosi nella scuola di San Cesareo continua a far discutere sui social e in città. Monti Prenestini ha chiesto così un ulteriore approfondimento e aggiornamento alla direzione dell’Asl Roma 5. Questa la risposta del Direttore del Dipartimento di Prevenzione, Alberto Perra.

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Negli ultimi decenni, nel nostro Paese, in Regione Lazio, in ASL Roma 5 si è rilevata una graduale e progressiva diminuzione dei casi di tubercolosi. A San Cesareo negli ultimi anni sono stati segnalati pochissimi casi. Ultimamente si fa riferimento al caso di un piccolo paziente affetto da tale malattia contratta magari fuori dal suo normale ambiente di vita e di paese. In casi come questi esistono dei protocolli per cui la famiglia  i contatti stretti, negli ambienti di vita e di lavoro, vengono testati per evidenziare potenziali contaminazioni. Oltre ai familiari, nella scuola frequentata dal bambino sono stati testati gli insegnanti e, progressivamente, i bambini che potrebbero aver avuto dei contatti con il malato. Al momento, non è stata rilevata nessuna positività e cioè contatto con l’agente patogeno da parte di altre persone. Si conferma per ora la caratteristica di forma non contagiosa per il caso del bambino malato. Il Dipartimento di Prevenzione dell’ASL Roma 5 ha incontrato tutti gli insegnanti comunicando le informazioni necessarie a comprendere e gestire con efficacia il problema e organizza il seguito degli approfondimenti diagnostici per i contatti”.

Il Direttore del Dipartimento di Prevenzione, Alberto Perra


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